Il giardino di Palazzo dei Priori
Viterbo – Giovane precipitato in piena notte dal giardino di Palazzo dei Priori, alla sbarra due dirigenti.
Ha preso il via mercoledì davanti al giudice di pace Alessandro Mandolini del tribunale di Viterbo il processo ai due dirigenti dei settori patrimonio e verde pubblico di Palazzo dei Priori imputati di lesioni colpose. Lesioni in seguito alle quali la parte offesa si è risvegliata invalida dopo un lungo periodo in coma.
Parte civile con l’avvocato Claudia Polacchi, che sarebbe pronta a chiedere un risarcimento danni milionario, la vittima, un giovane oggi 26enne, che avrebbe riportato lesioni permanenti di gravissime entità in seguito a quel volo di cinque metri avvenuto attorno alle due della notte tra venerdì 12 e sabato 13 giugno 2020.
Sul banco degli imputati un uomo e una donna, dirigenti dei rispettivi settori all’epoca dei fatti, finiti a processo dopo due richieste di archiviazione da parte della procura, che non ha ravvisato responsabilità penali in capo agli indagati.
Il ragazzo, all’epoca 22enne, avrebbe fatto tutto da solo. Avrebbe prima scavalcato la rete che delimita il perimetro del giardino per poi strisciare sul bordo in muratura fino a precipitare nel vuoto da un altezza di oltre 5 metri.
I primi a testimoniare, a dicembre, saranno i tre amici che quella sera erano con la vittima, cui spetterà la ricostruzione dell’accaduto. Tra le prove è stato invece acquisito il filmato della telecamera della videosorveglianza che ha ripreso la tragedia.
Immediato fu l’intervento del 118 e del nucleo Sas dei vigili del fuoco, che per recuperare il ragazzo si calarono dalla facciata della loggia, per poi affidare il giovane alle cure dei sanitari che l’hanno trasportato a Belcolle in condizioni disperate.
Responsabile civile il comune di Viterbo, mentre uno degli imputati è assistito da un’avvocatessa di Roma e l’altro è difeso dall’avvocato Francesco Massatani del foro di Viterbo.
Silvana Cortignani
– Precipita dal balcone dei giardini del comune, gravissimo giovane
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
