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“Con i prezzi attuali delle nocciole sarà difficile fare quadrare i conti delle nostre aziende”

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Nocciole

Nocciole

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ormai è chiaro a tutti che la produzione della nocciola è in crisi e anche i motivi sono chiari ed evidenti: eventi atmosferici particolarmente avversi, clima impazzito, cimici e cinghiali hanno danneggiato la produzione sia nella qualità che nella quantità.

Questa crisi severa non si abbatte solo sul territorio della Tuscia ma si estende su tutte le aree di produzione ormai da quattro anni consecutivi. I problemi che viviamo noi li vivono tali e quali i nostri colleghi anche in Piemonte e in Campania.

Non è certo colpa nostra, né tantomeno dei commercianti o delle multinazionali, che acquistano il nostro prodotto, se accade questo, una cosa è certa però, con i prezzi attuali, applicati alla quantità e alla qualità delle nostre nocciole, sarà molto difficile far quadrare i conti delle nostre aziende.

Le aspettative che riponevamo nelle multinazionali che sono venute ad investire sul nostro territorio oggi sono totalmente disattese. Ci aspettavamo un’attenzione differente, visti gli interventi in altre zone di produzione volti ad avvantaggiare una filiera più corta e invece abbiamo ottenuto solo silenzio e inerzia.

Nessuna parola e nessun sostegno nei confronti dei temi ambientali che rischiano di cambiare aspetto e degradare il nostro territorio. Il problema della geotermia, quello del deposito di scorie e quello delle varie discariche in via di autorizzazione li stiamo affrontando da soli.

Nessuna parola a difesa della qualità del nostro lavoro dagli attacchi ideologici delle varie associazioni ambientaliste.

Nessun contributo per sviluppare e sperimentare nuove tecniche di coltivazione. Nessun contributo per arginare il problema delle cimici e dei cinghiali e infine nessuna azione volta ad accorciare la filiera. Mi permetto di ricordare e ribadire che una filiera corta non solo è un vantaggio per i produttori ma lo è soprattutto per i consumatori.

In compenso abbiamo solo ottenuto costanti pretese sulla qualità del prodotto, i prezzi e le tabelle che li compongono ne sono la prova, garanzie sui diritti dei lavoratori, sulla tracciabilità e sul rispetto delle normative, il tutto senza veder riconosciuto nessun prezzo aggiuntivo alle nostre nocciole.

È noto che in questi tre anni noi di Asta abbiamo tentano di dialogare con le istituzioni sottoponendo alla loro attenzione i vari problemi che ci affliggono e proponendo soluzioni praticabili, abbiamo più volte evidenziato sia al Ministro del Made in Italy che a quello dell’agricoltura e della sovranità alimentare quelle che avevamo definito le “distorsioni sulle filiere”.

Consci che le istituzioni conoscessero cosa significasse “distorsioni sulle filiere” ci siamo imposti di usare questa definizione sintetica, oggi invece non possiamo più permetterci di usare giri di parole ed è ora di parlare chiaro perché questa crisi rischia di portare alla morte le nostre aziende e il nostro territorio.

Le multinazionali acquistano nocciole a prezzi inferiori in tutte le parti del mondo, in luoghi dove vengono utilizzati diserbanti, antiparassitari, fitosanitari e usate pratiche agronomiche da noi vietate da anni.

Nocciole prodotte dove il costo della manodopera è basso, dove viene sfruttato il lavoro dei bambini e dei più umili. Come è possibile competere con queste realtà? Perché ciò che è richiesto alle nostre aziende non viene richiesto anche a quelle della Georgia, della Turchia, dell’Oregon, della Romania, della Polonia, del Chile?

Perché sulle note confezioni della spalmabile più celebre al mondo non è mai scritta la provenienza delle nocciole?

Noi siamo pronti a promuovere e sostenere qualsiasi iniziativa volta a tutelare il nostro lavoro e a dare risposte ai quesiti che sopra abbiamo posto e siamo determinati a dare alle nostre nocciole il valore che meritano, tra poco saranno resi noti la data e il luogo dove indiremo un’assemblea che avrà l’unico fine di denunciare tutte le aberrazioni che ci hanno portato fino a questo punto e organizzare quella protesta che da tanto aspettano i produttori di nocciole.

Fernando Monfeli
Presidente Asta (Associazione spontanea per la tutela degli agricoltori)


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