Il progetto su viale Francesco Baracca – L’ipotesi finale
Viterbo – “Quello che la sindaca Chiara Frontini vuole fare su viale Baracca rischia di farci chiudere a tutti e di precipitare tutto nel caos”. Marco Cerocchi dell’Enologica viterbese è su viale Baracca da 40 anni.
Viterbo – I lavori su viale Francesco Baracca
La questione sono i lavori iniziati qualche giorno fa dall’amministrazione comunale che prevedono, come da progetto distribuito ai commercianti, l’ampliamento del marciapiede di ulteriori due metri verso la strada e 18 posti auto che andrebbero a finire verso la clinica Villa Rosa e non più a ridosso dell’incrocio con viale Trieste.
Viterbo – Marco Cerocchi
“Prima che facessero i lavori – precisa Cerocchi – soltanto qui davanti, qui vicino a viale Trieste e alle sbarre della stazione di porta Fiorentina, c’erano 15 posti”.
Viterbo – Viale Francesco Baracca
Non solo, ma come spiega sempre Cerocchi, “circa tre mesi fa è stata fatta una riunione con la sindaca, l’assessore Stefano Floris e il consigliere Francesco Buzzi. E in quell’occasione la sindaca di fatto ci ha detto ‘qui si fa così, punto e basta’”.
Viterbo – Viale Francesco Baracca
Viale Francesco Baracca. Una strada che porta verso il quartiere Santa Barbara e la Teverina e che si trova immediatamente dopo piazzale Gramsci. Una strada molto trafficata. Dai privati ai clienti dei negozi, da chi va a prendere il treno o porta il figlio a scuola. Fino alla polizia penitenziaria. Qualche chilometro più avanti c’è infatti l’istituto penitenziario Nicandro Izzo e i mezzi per il trasporto dei detenuti passano prevalentemente da queste parti.
Viterbo – Viale Francesco Baracca
“Con questi lavori – prosegue Cerocchi – non avremo più parcheggi a disposizione. Quando invece il comune poteva fare il marciapiede qui davanti a noi, dove è letteralmente disastrato, e lasciare i posti auto dove già c’erano. Poteva anche prevedere dei posti auto tra un pino e l’altro. Così come verrà fuori la via dal progetto dell’amministrazione, oltre a restringere la strada, i nostri clienti non sapranno più dove mettere le macchine. Quindi o smettono di venire oppure parcheggiano davanti al negozio, creando dei disservizi, sia perché noi carichiamo e scarichiamo merci in continuazione sia perché passano camion e pullman che andrebbero prima o poi ad intasarsi. In sintesi rischiamo di chiudere, di chiudere attività storiche che stanno da queste parti da più di 20 anni”.
Viterbo – Marcello Carrer
Lungo viale Francesco Baracca ci sono almeno una ventina di attività. Street food, un piccolo supermercato, un’agricola, un negozio di profumi, un fioraio, un corniciano, un vetri d’arte, un’enoteca, un rivenditore di videocassette e uno di caffè, un centro benessere, un parrucchiere. Senza poi considerare che, oltre al carcere, a poca distanza, ci sono anche Villa Rosa e la clinica Giovanni XXIII.
“I posti auto che il progetto prevede – aggiunge Cerocchi – sono poi distanti dalle nostre attività e verranno utilizzati prevalentemente da chi va a Villa Rosa e da chi prenderà il treno”.
Viterbo – Moreno Aquilani
“Il problema dei parcheggi è serio – sottolinea Marcello Carrer che lungo la via da 24 anni ha un laboratorio di cornici -. La sindaca ci aveva detto che li avrebbe sistemati. Il progetto così come è rischia invece di metterci nelle condizioni di non lavorare. E hanno fatto tutte queste cose proponendoci solo la soluzione finale. Ci hanno detto, facciamo così, e basta”.
“Ho una macchina con cui consegno le cornici – continua Carrer – e un furgone che adesso devo lasciare a casa. Senza considerare che le persone che arrivano adesso parcheggiano davanti alle attività commerciali. Avremmo voluto un confronto con il comune. Avremmo voluto che ascoltassero le nostre ragioni. Ma così non è stato”.
Viterbo – I lavori su viale Francesco Baracca
“Una situazione che crea disagio – conclude Moreno Aquilani, titolare di un’enoteca -. Il comune aveva detto che avrebbe fatto dei parcheggi a 30 minuti lungo tutta la via. Speriamo che mantenga gli impegni. Altrimenti saremo costretti a venire al lavoro in pullman”.
Daniele Camilli


















