Viterbo – La lettera del capofacchino Sandro Rossi letta dal presidente del Sodalizio Massimo Mecarini al raduno al Teatro Unione. Rossi, ricoverato a Belcolle, quest’anno non può essere presente, al suo posto Luigi Aspromonte.
Rossi, però, non ha voluto far mancare la propria vicinanza ai facchini.
Viterbo – Santa Rosa – Il raduno all’Unione – Aspromonte e Mecarini
“Carissimi facchini – scrive Rossi – avrei voluto essere qui con voi, ma i dottori mi hanno fortemente sconsigliato e quindi, cosa per me inusuale, vi scrivo per darvi un caloroso saluto e un infinito e duraturo incoraggiamento.
Capire cosa mi manca di più in questo giorno non è facile, c’è un susseguirsi di immagini che scorrono nella mia mente, soprattutto quella di quando i nostri occhi si incrociano in quegli sguardi, intensi, vigorosi, profondi, affettuosi, che entrano in noi e cadono d’impeto nel nostro animo.
Il contatto fisico, una pacca sulle spalle, un abbraccio, una stretta di mano accompagnati da un sorriso fraterno o paterno che come una scarica elettrica prima ci folgora e poi ci fortifica rendendoci imbattibili. Potrei stare per ore a parlare di quello che capita a me, ma so per certo che sono le stesse emozioni che provate voi.
Emozioni che ci accompagnano per tutta la nostra vita e che nascono da un unico sentimento più volte decantato poiché raro ed impercettibile.
Sandro Rossi
Auspico che la forza sia con voi, che l’umiltà sgorghi dai vostri cuori e che la fede non crolli mai. Questo è ciò che ogni anno la nostra Rosina ci dona, custodiamolo con gran cura con gioia e preserviamolo per i nostri figli.
Il vostro capofacchino sarà accanto ad ognuno di voi, ad ogni vostro passo, ad ogni vostro sacrificio, ad ogni vostra sofferenza e passo dopo passo il miracolo prende forma, aleggia nell’aria e come ogni anno, quando la forza viene meno, quel sentimento unico di fede volontà e umiltà esce invisibile ma percepibile, esce silenzioso ma assordante.
Vi auguro di trascorrere queste giornate con gioia e felicità con le vostre famiglie. A presto. Evviva Santa Rosa”.

