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“Vittime psicosette, proposta di legge contro manipolazione al vaglio del senatore Rastrelli”

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Acquapendente – “Morto il santone, avanti col reato di manipolazione piscologica per le vittime delle psicosette”, ribadisce Virginia Melissa Adamo, la mamma che con la sua denuncia ha fatto scattare le indagini sfociate nel processo per duplice violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e esercizio abusivo della professione di psicologo a carico di Pasquale Gaeta, destinato a chiudersi martedì prossimo davanti al collegio del tribunale di Viterbo in seguito alla morte del 67enne fondatore della comunità Qneud di Acquapendente. 


Pasquale Gaeta

Tribunale di Viterbo – Pasquale Gaeta dopo l’udienza del 12 gennaio 2022


“Il disegno di legge al quale abbiamo lavorato con gli avvocati Vincenzo Dionisi e Luigi Ferrandino, Srrgio Caruso e Giorgia Bagnasco – spiega Virginia – è al vaglio del senatore Sergio Rastrelli, che ringrazio per l’impegno e spero possa comprendere la gravità del vuoto normativo che sta seminando traumi irreparabili e sconforto nelle innumerevoli famiglie colpite dalle psicosette e rimaste con figli scomparsi ed in differenti casi ritrovati anche morti per suicidio, senza giustizia perché abbandonate dallo stato. Ma quante vite avreste potuto salvare? E quante vittime ancora?”.

“Tutto cominciava nel novembre 2018 con la mia denuncia ai carabinieri, archiviata dopo un mese col dire ‘signora, ma quelli so teatranti, lasciateli sta’‘. Un movente da cui partire. Il teatro, nella fattispecie, aveva sede a Bologna e tre sedi distaccate ma affiliate nel Viterbese”. Secondo la donna, parte civile al processo per la figlia con cui non ha contatti da sei anni, proprio a “teatro” venivano adescate le giovani vittime tra i 18 e i 28 anni, prescelte per le potenzialità artistiche e “date in pasto al sedicente ‘psicologo e ludologo’ maestro Lino e alla moglie ‘artista’”.

“Capii subito dalla trasmutazione di mia figlia di trovarmi davanti ad una montagna quasi insormontabile, un enorme e gravissimo problema per il quale lo stato, rappresentato dalle varie istituzioni, non ha né conoscenza, né competenza, ma soprattutto è carente di uno strumento efficace, una legge che possa tutelare le vittime irretite con l’inganno da una psicosetta e che subiscono il processo di manipolazione mentale tanto da annullare la loro vera identità e renderle schiavi di un sistema settario ove subiscono violenza psicologica e fisica, sono soggette a giurare fedeltà al maestro e costrette a non rivelare cosa accade all’interno di una psicosetta”. 

“Ora – prosegue alla vigilia dell’udienza che chiuderà il processo senza colpevoli né innocenti – voglio pensare che la mia battaglia abbia un senso per me, per mia figlia e per tutte le vittime che lo hanno denunciato e che sono rimaste senza giustizia, perché come ieri ha detto bene una cara lettrice ‘si estingue il reato, ma non si estingue il trauma delle vittime e delle loro famiglie'”.

“A seguito del mio dramma ho fondato Manisco World, un’associazione impegnata nel debellare sette e psicosette e nella ricerca di persone scomparse – sottolinea – molte vittime maggiorenni e diventate ‘scomode’ in una psicosetta, infatti, vengono indotte anche a sparire nel nulla e le nostre istituzioni lo definiscono ‘allontanamento volontario’. Finché non succederà a un loro figlio e allora scopriranno il mancato funzionamento della giustizia italiana”.

“Se è vero che il sistema politico italiano è organizzato secondo il principio della separazione dei poteri dove il potere legislativo è attribuito al parlamento, il potere esecutivo al governo e mentre la magistratura, indipendente dall’esecutivo e dal potere legislativo, esercita il potere giudiziario, come possono i giudici di un qualsiasi tribunale condannare un imputato se non fornite loro di uno strumento? E come possono madri e padri tutelare il figlio scomparso in una psicosetta perché manipolato e ridotto a brandelli nella gabbia dei leoni?“.

Silvana Cortignani


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