Viterbo – “Vivo in macchina da nove mesi, chiedo solo un tetto sopra la testa e ho anche scritto alla sindaca per un aiuto…”. Queste le parole con cui Laura Cutigni racconta la sua storia. Una quotidianità difficile quella di Laura, dove ogni giorno richiede forza d’animo per andare avanti. Da nove mesi infatti non ha una casa in cui far rientro la sera. Il suo posto sicuro è la sua macchina. La sua Punto, dove dorme, mangia e trascorre la maggior parte delle ore.
Viterbo – Laura Cutigni e la macchina dove vive
“Vado avanti così da 9 mesi – spiega Laura -. Mi sposto andando a dormire nelle zone che mi sembrano più tranquille. In questo periodo in particolare, per via delle alte temperature, mi fermo alla Faggeta. Il caldo è stato tanto e non me la sento comunque di dormire con i finestrini tirati giù. E allora mi trattengo dove fa più fresco. Anche l’anno scorso ho incontrato delle difficoltà, ma in qualche modo sono riuscita ad andare avanti grazie all’ospitalità e alla generosità di qualche conoscente. Ora però la situazione è maggiormente critica”.
Laura ha 44 anni ed è di Viterbo. Nei suoi occhi c’è tutta la stanchezza di chi vorrebbe un futuro diverso, ma non sa quale strada intraprendere per cambiare le cose. “Non ce la faccio più a vivere così, non ho una stabilità, non ho niente – racconta -. Adesso poi andiamo incontro all’inverno, al freddo, e sarà ancora più difficile andare avanti in queste condizioni. Ho tutta la mia roba in macchina. Dormo lì, abbassando il sedile anteriore. Dietro ho le scatole con le mie cose che porto sempre tutte con me. Mangio dentro la macchina e solitamente sono sempre scatolette, panini o cose che posso consumare subito così evito di cucinare, anche perché non ho fornelletti o altro per riscaldare o preparare il cibo”.
Laura ha un lavoro che le permette di avere un minimo di sicurezza. Si tratta però di un impiego momentaneo e a tempo. “Sono una persona che si è sempre arrangiata nella vita, ma così non posso andare avanti. Mi sono appoggiata anche alla Caritas, ma ci sono andata poche volte perché, sono sincera, è stata troppo dura. Non so spiegare bene il perché, ma la macchina la sento più casa, è un luogo che percepisco come familiare e in cui mi senti protetta”.
Viterbo – La macchina dove vive Laura Cutigni
Laura ha provato anche a contattare la sindaca Chiara Frontini per chiederle un aiuto. Ma il dialogo con la prima cittadina non ha avuto un seguito. “Ho fatto presente la mia situazione alla sindaca. Le ho scritto, mandato dei messaggi e anche un video – spiega -. Lei inizialmente mi aveva risposto a una chiamata, chiedendomi quale assistente sociale mi seguisse per contattarla. Ma so che non si sono mai sentite. Successivamente l’ho chiamata nuovamente e mi ha risposto un suo collaboratore e mi ha detto che ci saremo sentiti presto, ma non l’ho più sentito. Qualche settimana fa le ho mandato anche un video dove le facevo vedere come vivo, ma non so se sia mai stato visualizzato. Mi sono sentita abbandonata”.
La disponibilità è stata però riscontrata presso gli uffici dove Laura si è rivolta per una casa popolare. “I dipendenti degli uffici sono stati tutti disponibili. Mi hanno anche aiutato nella compilazione della domanda che però alla fine ho deciso di non inoltrare perché mi comporta comunque delle spese, tra marca da bollo e raccomandata. Io ora non posso permettermi nessuna spesa, neanche minima. Inoltre so che le graduatorie escono a dicembre e giugno, ma io avrei bisogno di una casa prima. Lo so che ci sono altre persone nella mia stessa situazione e che ci sono delle graduatorie per avere una casa. Non voglio passare davanti a nessuno, ma così non riesco più a vivere. A me non serve una reggia, ma un tetto sulla testa. Basterebbe una camera, una cucina e un bagno – aggiunge Laura -. Vorrei solo avere un tetto sulla testa. Magari le istituzioni potrebbero aiutarmi con l’accesso a un alloggio temporaneo, anche se per accederci dovrei comunque inoltrare la domanda per la casa popolare. Oppure magari qualcuno potrebbe aiutarmi a trovare una casa, anche pagando una minima somma per l’affitto”.
Viterbo – La macchina dove vive Laura Cutigni
La routine quotidiana di Laura è scandita dal lavoro e dal rientro in macchina. “La mattina mi alzo e vado al lavoro. Una volta staccato dal turno, torno in macchina e solitamente con questo caldo vado in Faggeta – racconta ancora -. Almeno lì ho un po’ di fresco e ci sono delle panchine su cui appoggiarmi e poter mangiare qualcosa seduta. Mi lavo nelle fontanelle, riempiendo delle bottiglie di acqua o con delle salviettine umidificate. Io non so più che fare”.
Laura racconta la sua storia con dignità, cercando di non lasciarsi travolgere dalle emozioni. Dalla sua voce però si intuisce il forte disagio di chi cerca una via di uscita, ma non sa a chi rivolgersi. “Vivo una situazione disperata. Si va incontro all’inverno e io non ce la faccio più a fare questa vita. Ho deciso di raccontare la mia storia perché non ho alternativa – aggiunge Laura -. Vorrei una vita come tutte le persone normali. Farmi una doccia, dormire in un letto, mettermi seduta e mangiare un piatto di pasta. Dentro una piccola casa. Questa situazione è veramente devastante”.
Il suo è un vero e proprio appello. Perché Laura vorrebbe riprendere in mano la sua vita. “Chiedo solo che qualcuno mi aiuti – conclude -. Che qualcuno si interessi a me, che le istituzioni valutino la mia situazione o che qualcuno possa in qualche modo aiutarmi nel trovare una casa. Basterebbe una piccola, anche vuota e poi trovo io qualcosa da metterci. Nella mia vita mi sono sempre adattata a tutto e non mi è mai pesato fare sacrifici. Però come faccio senza un tetto sopra la testa?”.
Maurizia Marcoaldi


