Roma – “Ogni anno 2,4 miliardi di euro finiscono nel water e nel bidet”. Sono i dati resi noti ieri mattina dal responsabile dell’area economica di Confindustria ceramiche Andrea Canetti durante l’audizione sull’utilizzo di tecnologie per il risparmio idrico convocata dalla commissione ambiente della camera dei deputati presieduta da Mauro Rotelli.
“Ogni volta che tiriamo l’acqua – fa notare Canetti – se ne vanno nel water 15 litri, questo perché il 51% dei vasi sanitari installati nelle case in Italia risale a prima del 1990. Ciò significa che nei 57 milioni di gabinetti installati in tutto il paese se ne vanno 75 litri al giorno e 1,4 miliardi di metri cubi ogni anno. Un qualcosa per cui ci vogliono anche 970 Gw l’ora di energia”.
“Dobbiamo sostenere le aziende – commenta a sua volta il direttore di Federlazio Viterbo Giuseppe Crea – che lavorano per il risparmio idrico mettendo sul mercato prodotti innovativi”.
Roma – La commissione ambiente della camera dei deputati
“Gli italiani – spiega Canetti – consumano in media 250 litri di acqua al giorno, il 30%, ossia 75 litri, finisce nei vasi sanitari. Un utilizzo completamente sganciato da aspetti comportamentali, ossia lasciare aperto o chiuso il rubinetto. A condizionare il consumo d’acqua sono quindi, essenzialmente, le caratteristiche strutturali dell’apparecchiatura in uso”. Vale a dire il tipo di water e bidet che si ha in casa.
“Non solo – prosegue Canetti –, ma water e bidet si portano via circa 1,4 miliardi di metri cubi ogni anno, su un totale di 4,4 miliardi di metri cubi di acqua per uso idrico consumati nell’arco dell’anno negli edifici in Italia. Tenuto conto che si tratta di acqua potabile e che si spende 1,7 euro a metro cubi, ecco che tutti gli anni finiscono nei water e nei bidet 2,4 miliardi di euro”.
Ma non finisce qui. Per trasportare l’acqua che finisce poi nei gabinetti, “sono necessari ogni anno – continua Canetti – 970 Gw l’ora di energia. Pertanto, accanto ad un significativo uso di acqua per i vasi sanitari bisogna pure associare un significativo consumo energetico”.
Roma – Andrea Canetti
All’audizione di ieri mattina, assieme al presidente della commissione Mauro Rotelli, ad Andrea Canetti di Confindustria ceramiche e a Giuseppe Crea di Federlazio, ci sono anche Maurizio Bellosta di Avr, l’associazione italiana costruttori valvole e rubinetteria, il presidente di Apea-distretto industriale di Civita Castellana Antonio Sini e il presidente di Federlazio Viterbo Giampiero Patrizi.
Roma – Mauro Rotelli
In Italia, secondo i dati forniti da Canetti, ci sono 57 milioni di vasi sanitari installati negli edifici. Il 75% in edifici residenziali, il restante 25% in quelli pubblici e commerciali. “Il 51% – sottolinea poi Canetti – dei vasi sanitari installati risale a prima del 1990. Water che scaricano 15 litri di acqua per ogni flusso. I water attuali scaricano invece tra i 4,5 e i 6 litri a flusso. Sostituendo tutti i vasi risalenti ormai a più di 30 anni fa, si potrebbero risparmiare 414 milioni di metri cubi di acqua ogni anno, il 30% in meno rispetto alla situazione attuale”.
Roma – Giampiero Patrizi
In tal senso, a giocare un ruolo fondamentale è il distretto della ceramica di Civita Castellana. 30 aziende attive e migliaia di addetti. Riconosciuto a livello nazionale e internazionale, con tecniche produttive all’avanguardia che puntano all’innovazione e al risparmio idrico. “Per preservare – interviene Patrizi – una risorsa essenziale e al tempo stesso limitata”.
“Aziende del distretto – aggiunge Patrizi – che hanno da tempo introdotto sul mercato water che utilizzano solo 3 litri di acqua a scarico, abbattendo il consumo di ben 10 litri ogni volta. C’è inoltre una nuova tecnica, detta a vortice, che permette anche di scendere sotto i 3 litri”.
Roma – Giuseppe Crea
“Serve però – chiede Crea – una regolamentazione che favorisca il risparmio idrico sul mercato, certificando questi scarichi. Ad esempio attraverso un’etichettatura che certifichi ogni scarico. Come si fa in Australia dove i pezzi che vengono importati devono superare dei test. Se un vaso sanitario supera i 4,5 litri a scarico su quel territorio non si può vendere. Bisogna quindi aprire un tavolo ad hoc per valutare questa possibilità in Italia”.
Roma – Antonio Sini
Per dare valore al made in Italy prodotto anche nel distretto della ceramica di Civita Castellana dove, come ha posto in evidenza Sini di Apea, “si sta lavorando molto per il recupero delle acque e il risparmio idrico, con investimenti e interventi di milioni di euro”.
Daniele Camilli





