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Cooperative stellari, evasione prescritta ma non lo sfruttamento degli autisti di medicinali

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Viterbo – (sil.co.) – Prescritti i reati tributari, il processo va avanti perché resiste ancora l’accusa di sfruttamento dei lavoratori aggravato dallo stato di bisogno, che avrebbe spinto le vittime ad accettare condizioni capestro pur di portare a casa uno stipendio. Termine ultimo per arrivare a una sentenza di primo grado il 2026. 


Carabinieri e guardia di finanza

Carabinieri e guardia di finanza


È il processo delle “cooperative stellari” al centro del quale ci sono una presunta evasione fiscale da 20 milioni di euro scoperta dalla guardia di finanza e il presunto sfruttamento degli autisti addetti al trasporto dei medicinali finito nel mirino del nucleo carabinieri dell’ispettorato del lavoro.

Imputati gli imprenditori viterbesi Giuseppe e Stefania Boni, i dipendenti Roberto Aquilanti e Andrea De Angelis e il consorzio logistico Interservice Group del Poggino. Quest’ultimo, finito sotto la lente di carabinieri e guardia di finanza le cui indagini si sono concluse nel 2016, tra il 2010 e il 2014 si sarebbe occupato di trasporto merci e in particolare della distribuzione di medicine in mezza Italia per i più grandi colossi farmaceutici attraverso una girandola di cooperative fantasma chiamate coi nomi di costellazioni e pianeti.

Martedì il collegio, stabilendo che il processo va avanti,  ha fissato per aprile la prossima udienza, disponendo l’ascolto del consulente del lavoro Massimo Borghetto e di un testimone della difesa Boni tra i coordinatori degli autisti.

Risale all’8 giugno 2018 il blitz dei carabinieri all’interno del capannone, mentre c’erano 19 autisti al lavoro. Gli imputati sono accusati a vario titolo di evasione fiscale, intermediazione illecita e sfruttamento dei lavoratori.

Gli autisti, una ventina, tanti quanti le cooperative, sarebbero stati costretti a turni massacranti e sottopagati con lo spettro del licenziamento. In media 12 ore al giorno, sei giorni alla settimana e due domeniche al mese, per 1000-1200 euro. Quattro i lavoratori che si sono costituiti parte civile.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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