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“In due anni e mezzo acqua quasi sempre non potabile a Castiglione in Teverina, eppure è stata pagata per intero…”

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Castiglione in Teverina

Castiglione in Teverina

Castiglione in Teverina – Acqua non potabile. Il gruppo Forza Italia di Castiglione in Teverina chiede chiarimenti e risposte al sindaco Mirco Luzi. Presentata e protocollata questa mattina una richiesta di informazioni e di intervento.

“Scriviamo la presente a nome del gruppo di Forza Italia di Castiglione in Teverina – si legge nel documento depositato in comune -. A seguito di un accesso agli atti in comune, abbiamo visionato le ordinanze comunali dal 21.01.2022 al 14.06.2024, precisamente la numero 03 del 21.01.2022, la numero 11 del 07.04.2022, la numero 30 del 30.09.2022, la numero 41 del 28.08.2023, la numero 54 del 11.12.2023, la numero 07 del 06.03.2024 e la numero 27 del 14.06.2024.

Ebbene, sono ordinanze relative al divieto dell’utilizzo dell’acqua da parte del cittadino in quanto non potabile (i parametri chimici ed organolettici sono difformi da quelli previsti dalla legge). Facendo un calcolo, risulta che l’acqua sia stata quasi sempre inutilizzabile per uso potabile. Risulta agli atti, infatti, che ci sia stato un consumo totale dell’acqua da parte degli abitanti, solo in pochi sporadici mesi tra un’ordinanza e l’altra. Quindi, in due anni e mezzo, l’acqua è risultata quasi sempre non potabile ed è stata pagata per l’intero importo dal cittadini (come se fosse potabile). Oltretutto, gli abitanti non hanno avuto quasi mai la possibilità di usufruire di mezzi alternativi, forniti dal comune, per reperire l’acqua potabile. 

Vista la gravità della situazione, si ritiene che il comune debba risolvere definitivamente tale problematica attraverso il corretto utilizzo di tutti gli strumenti necessari in suo possesso (tra l’altro l’ultima ordinanza del 14.06.2024 ancora non è stata revocata e gli utenti è da mesi non possono utilizzare l’acqua per l’acqua per uso potabile). Inoltre, sull’argomento si è espressa la Corte di Cassazione con sentenza n.2182 del 04.02.2016. Nello specifico, “ai sensi dell’art. 1218 c.c. il debitore (il comune) non può limitarsi a eccepire la semplice difficoltà della prestazione o il fatto ostativo del terzo, ma deve provare di avere impiegato la necessaria diligenza per rimuovere gli ostacoli frapposti all’esatto adempimento” (Cass. N.16211/2002, Cass.n. 11717/2002, Cass. n.26830/2011).

Inoltre, per la Cassazione, anche l’oggettiva impossibilità di ricorrere ad approvvigionamenti alternativi per eseguire le prestazione dovute, comportano a ritenere legittimo il rimborso al cittadino di quanto versato per non avere usufruito dell’acqua potabile, oltre al risarcimento del danno. Ebbene, vista la mancata risoluzione della problematica che dura da anni e la mancata possibilità per gli utenti di munirsi di approvvigionamenti alternativi, risulterebbero sussistere i requisiti per ottenere, in favore degli abitanti, il rimborso di quanto versato per i mesi in cui non hanno potuto usufruire dell’acqua potabile, oltre all’ulteriore risarcimento del danno.

Si evidenzia che la stessa richiesta è stata presentata anche da un altro cittadino con numero protocollo 2304 del 02.09.2024. Con la presente – conclude il documento firmato dal gruppo Forza Italia di Castiglione in Teverina -, si chiede l’immediato intervento da parte del comune vista la delicata e difficile situazione che devono affrontare i cittadini”.


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