Viterbo – “L’assessore Aronne mi ha dato del coglione?”. Andrea Micci (Lega) non ha sentito il responsabile all’Urbanistica pronunciare quell’aggettivo. Non proprio positivo.
Ma ieri, mentre il consiglio comunale era ancora in corso si è visto arrivare sul suo cellulare diversi messaggi da parte di chi stava ascoltando lo streaming della diretta. Per avvertirlo d’avere percepito quella parola, mentre Micci criticava l’esecuzione dei lavori a piazza del Comune. “Mentre facevo il mio intervento – spiega Micci rivolgendosi ad Aronne – lei mi dava del coglione. Così mi dicono.
Sono un consigliere, con prerogative precise e faccio le interrogazioni che ritengo più opportune. Lei – continua sempre rivolto ad Aronne – riveste un ruolo istituzionale che non le consente di darmi nessun epiteto di questo genere, né altri similari.
Spero che non sia vero, sarebbe la prova della vostra inadeguatezza rispetto al ruolo che rivestite.
Non me la prendo per le offese, ma non sono idonee al contesto in cui siamo. Non è un bar, dove si può anche scherzare”.
Ma Aronne è certo: “Non è a verbale che io abbia pronunciato questa parola”, è la replica dell’assessore. Una frase del genere lascia spazio a interpretazioni. Il verbale ancora non c’è. Arriva giorni dopo. Ma poi precisa: “Può darsi che abbiano capito male. Non è mia abitudine, non posso averlo detto ed ero sulla porta”.
Qualcun altro pare che abbia sentito Aronne, non dare del coglione a Micci, ma chiedersi: “che ca…o sta dicendo?”, mentre interveniva durante l’interrogazione urgente. Servirà la prova audio.
Giuseppe Ferlicca
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