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Giornate Fai, aperti la tomba degli scudi a Tarquinia e il restauro di Acquae Tauri a Civitavecchia

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Roma – Giornate Fai d’autunno, aperti la tomba degli scudi a Tarquinia e il restauro di Acquae Tauri a Civitavecchia.
 
Questa mattina all’Accademia americana a Roma la presentazione della 13esima edizione d’autunno delle Giornate del Fondo ambiente italiano. Sabato 12 e domenica 13 ottobre. Uno dei più importanti eventi di piazza dedicati al patrimonio culturale e paesaggistico del paese, organizzato dal Fai.


Roma - La conferenza stampa del Fai

Roma – La conferenza stampa del Fai


Da nord a sud della penisola 700 luoghi, poco conosciuti e valorizzati oppure insoliti e curiosi, alcuni dei quali solitamente inaccessibili, apriranno al pubblico in 360 città. Ad ogni visita si potrà sostenere la missione del Fai con una donazione.
 
Tra i luoghi aperti al pubblico anche la tomba degli scudi a Tarquinia e il restauro di Acquae Tauri a Civitavecchia.


Roma - Marco Magnifico

Roma – Marco Magnifico


Alla conferenza stampa di questa mattina ci sono il presidente Fai Marco Magnifico, Claudia Colla, direttrice della rappresentanza a Milano della Commissione europea, Davide Usai, direttore generale del Fai, Stefano Coletta, direttore Rai distribuzione e Daniela Bruno vice direttrice generale Fai per gli affari culturali.
 
“Un’iniziativa, quella del Fai – dice Magnifico – che dura da 32 anni. Un’iniziativa che dà vita e senso all’articolo 118 della costituzione, quello che invita stato, regione e comuni a favorire l’autonoma attività dei cittadini per iniziative di interesse generale”.

“Il Fai – spiega poi Usai – ha assunto ormai una dimensione particolarmente significativa. Abbiamo 320 mila iscritti che ci sostengono, 72 beni e 8,6 milioni di metri quadrati di beni paesaggistici tutelati”.

“C’è bisogno – sottolinea infine Coletta – che attraverso l’arte venga consegnata una memoria. Questa collaborazione con il Fai rafforza un’aspirazione identitaria rivolta alle persone che hanno bisogno di ripensarsi e riconoscersi attraverso queste meravigliose bellezze. Bellezze che possono dare un grande senso di appartenenza”.

Daniele Camilli


La tomba degli scudi a Tarquinia
 
“Il bene – scrive il Fai sulle sue pagine internet – si trova nella Necropoli etrusca di Monterozzi a Tarquinia, inserita nel 2004 nel Patrimonio Unesco. La posizione precisa è nella porzione di necropoli chiamata “Primi Archi” fuori dal recinto della Necropoli a cui si accede con biglietto. La tomba degli Scudi si trova nelle vicinanze della cittadina di Tarquinia, una cittadina che vanta un bellissimo borgo medievale, importanti chiese romaniche ed il palazzo Vitelleschi, sede di uno dei più importanti musei nazionali archeologici, che raccoglie i reperti provenienti dalla città e dalla necropoli etrusca.
 
La tomba degli Scudi, scoperta nel 1870, è una delle più grandi tombe etrusche di Tarquinia e fa parte della Necropoli dei Monterozzi, che – insieme con la necropoli di Cerveteri – è stata inserita nel 2004 dall’Unesco nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Le tombe di Tarquinia – definite il primo capitolo della pittura italiana – rappresentano un documento eccezionale per la pittura e la cultura del mondo etrusco, in grado di fornirci informazioni sulla vita quotidiana e sul rapporto di questa civiltà con la sfera della morte e dell’ultraterreno. La tomba degli Scudi rappresenta un tipico esempio di ipogeo gentilizio del primo ellenismo, datata al 350 a.C..
 
La pianta simula quella di una casa con atrio centrale su cui si aprono tre ambienti, uno sul fondo e due laterali. I soffitti sono a doppio spiovente, con travi in rilievo nel vano principale. Solo il vano centrale e la camera in fondo sono decorati. La camera centrale è particolarmente interessante, sia dal punto di vista architettonico che per la decorazione pittorica. Le scene più significative sono disposte nella parete frontale e in quella destra, dove sono raffigurate rispettivamente due coppie: la prima composta da un uomo semisdraiato su un letto da banchetto (kline) e dalla donna seduta vicino a lui, identificabili come Larth Velcha, fondatore della tomba, e sua moglie Velia Seithiti; accanto alla coppia sono raffigurati i genitori del fondatore: Velthur Velcha e Ravnthu Arpthnai. Quest’ultima coppia è raffigurata anche sulla parete sinistra. Sulla parete d’ingresso sono rappresentate scene di corteo che raffigurano il “trionfo” di Larth Velcha, scortato dai littori, ufficiali che precedevano con i “fasci”, ovvero le insegne costituite da bastoni di legno legati con strisce di cuoio a sottolineare la dignità della sua carica di magistrato.
 
Cosa scoprirete durante le giornate Fai?
 
Durante le giornate Fai di Autunno si potrà tornare a visitare il gioiello del IV secolo a.C., normalmente non aperto al pubblico. Da 2016 al 2018 un complesso restauro ha interessato la camera centrale della Tomba degli Scudi, gioiello artistico del IV secolo a. C. nella Necropoli etrusca dei Monterozzi, e ha consentito di renderla fruibile dopo decenni di chiusura a causa del suo precario stato di conservazione. L’intervento di restauro, realizzato grazie ad un contributo assegnato a seguito della settima edizione de I Luoghi del Cuore, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare promosso dal FAI – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo, e al cofinanziamento della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale a cui si sono aggiunti altri piccoli contributi ricevuti da partner locali, ha permesso ai dipinti murali e alle rare epigrafi in lingua etrusca che decorano questo importante sepolcro gentilizio di età ellenistica di tornare a splendere”.
 
Il restauro di Acquae Tauri a Civitavecchia
 
“Il sito – spiega il Fai sulle sue pagine online – si trova su un’altura denominata “Poggio della Ficoncella” a circa 4 km. da Civitavecchia. Questo colle di travertino fu generato da fenomeni idrotermali, tuttora attivi, e la presenza di tali sorgenti contraddistinte da acque con proprietà curative, ne comportò la frequentazione sin dall’epoca protostorica ed etrusca. Successivamente, nell’ambito del processo di romanizzazione dell’Italia centrale, fu costituito l’abitato di Aquae Tauri. Nel secondo decennio del V secolo d.C.La capacità attrattiva di questo luogo è espressa anche dalle parole poetiche di Rutilio Namaziano.
 
Le informazioni ottenute dall’Università di Bologna e dalla Sapienza di Roma, hanno evidenziato una situazione insediativa complessa: oltre alla grande struttura santuariale di 156×100 m. (diffusa nel Lazio in epoca tardo repubblicana), hanno ampliato l’arco cronologico dell’area tra il I-II secolo a.C. e VI secolo d.C.. Frequentato per almeno 8 secoli e successivamente oggetto di intense attività estrattive di travertino fino agli inizi del XX secolo. La vocazione del sito, espressa sia nello sfruttamento delle acque termominerali sia nelle cave di travertino, costituisce il filo conduttore della storia millenaria del sito, dalle antiche origini con il santuario delle acque, alla città di Aquae Tauri fino da oggi con le Terme della Ficoncella.
 
La presenza dell’uomo nell’area archeologica di Aquae Tauri (località Ficoncella) risale molto indietro nel tempo, come testimonia il ritrovamento di un’ascia neolitica in pietra levigata e la presenza di resti etruschi come il sepolcreto nella vicina località Pisciarelli, costituito da una decina di tombe scavate nella roccia. La città romana di Aquae Tauri è nota a partire dalle parole di Plinio il Vecchio che nel 74 d.C. annovera nel suo elenco dei municipia dell’Etruria gli “Aquenses cognomine Taurini”. Il nome del centro abitato derivò forse dal console Tito Statilio Tauro (seconda metà del I sec. a.C.). Inoltre, tramite gli scritti di Rutilio Namaziano (inizi del V sec. d.C.) conosciamo una leggenda sull’origine del nome delle acque “Taurine”: la sorgente calda iniziò a sgorgare quando un toro, ovvero Giove nelle sembianze di un toro, raspando il terreno, la mise in luce (Rut. Nam., De reditu suo, I, 255-263). Sul poggio della Ficoncella è visibile una grande vasca ellittica (rispetto il lato maggiore, segue un orientamento Est-Ovest, con dimensioni esterne pari a m 11,92 x 6,75 e una profondità, dal pavimento, di 1,5 m.) scoperta per la prima volta nel 1877.
 
Cosa scoprirete durante le giornate Fai?
 
Il sito è chiuso al pubblico perché è stato oggetto di: restauro, realizzazione di un percorso agevolato per persone disabili, installazione di luci per evidenziarne il valore. Tale intervento, cofinanziato dal FAI (riconosciuto Luogo del Cuore nel 2018) e dal Comune di Civitavecchia, è stato inaugurato il 31 maggio u.s. e non ancora fruibile dal pubblico. In queste Giornate FAI si avrà la possibilità di ammirare in esclusiva il complesso archeologico nella sua nuova veste. La presenza attigua delle Terme della Ficoncella potrà essere anche l’occasione di approfittare per immergersi nelle acque dalle innumerevoli proprietà terapeutiche.
 


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