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Giovane pesta la coda al cane, il “bossetto” lo frusta col guinzaglio mentre l’amico sferra bottigliate

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Paolo Delle Monache

Paolo Delle Monache

Bolsena – (sil.co.) – Giovane pesta la coda al cane, il “bossetto” usa il guinzaglio come frusta mentre l’amico sferra bottigliate. 

Guai nuovi, ma in realtà vecchi di sei anni per il “bossetto” di Montefiascone, ovvero il rapper-spacciatore 24enne che, nonostante la giovane età, ha un curriculum criminale ricco di precedenti.

Uno dei tanti lo ha portato ieri mattina davanti al giudice Jacopo Rocchi, dove è imputato assieme allo storico amico del cuore, un coetaneo di Marta, per il presunto pestaggio avvenuto la sera del 30 giugno 2018 a Bolsena di un giovane di origine romena, diventato nel frattempo irreperibile. Bossetto e amico di gioventù, invece, sono nel frattempo entrambi detenuti per altra causa. Ed entrambi difesi dall’avvocato paolo Delle Monache. 

Il 24enne, in particolare, si è costituito lui stesso al carcere di Orvieto, lo scorso luglio, sapendo di dover scontare dietro le sbarre un cumulo di pene per un totale di tre anni e otto mesi di reclusione. In pratica fino al 2028.

Uccel di bosco la parte offesa, al suo posto sono stati ascoltati due testimoni, di ottima memoria un giovane classe 1998, decisamente “scorderello” l’altro, classe 1994. Hanno indagato i carabinieri della compagnia di Montefiascone. 

Secondo quanto emerso, un giovane che stava transitando in auto sulla rotatoria in fondo a viale Colesanti avrebbe “acciaccato la coda al cane” del 24enne falisco. Ne sarebbe scaturita una discussione tra il conducente della vettura e il “bossetto”, al culmine della quale un giovane russo si sarebbe messo in mezzo per dividere i contendenti, beccandosi dal martano una bottigliata alla nuca che avrebbe cominciato a sanguinare copiosamente, mentre il 24enne di Montefiascone avrebbe cercato di usare il guinzaglio del cane come frusta.

Il martano avrebbe sferrato la bottigliata di spalle alla vittima, mentre il 24enne, oltre a far volteggiare in aria il guinzaglio, senza cane attaccato hanno garantito i testimoni, avrebbe minacciato l’italiano alla guida: “Domani torniamo e ti ammazziamo”.

Al termine dell’udienza, il processo è stato rinviato a giugno, sette anni dopo i fatti, per sentire il giovane che avrebbe pestato la coda al cane, ieri assente perché malato ma la cui testimonianza è ritenuta da tutte le parti dirimente. A seguire, esami imputati e discussione. Giusto in tempo per una sentenza di primo grado. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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