Viterbo – “Propongo a Sandro Rossi di fare il capofacchino emerito del trasporto”. Il presidente del Sodalizio dei facchini di santa Rosa Massimo Mecarini dopo lo scontro di sabato tra Rossi e il capotrasporto di Dies Natalis Aspromonte in vista delle elezioni per il rinnovo della carica di capofacchino della macchina prevista per il mese di febbraio del prossimo anno. Elezioni che, come tutto fa capire, dovrebbero dare la maggioranza al capotrasporto del 3 settembre scorso: Luigi Aspromonte. Che quindi sarà il nuovo capofacchino, con quasi certezza.
“Nessuno – aggiunge Mecarini – metterebbe mai in discussione il carisma di Sandro e tutto quello che ha fatto per il Sodalizio. Il capofacchino emerito sarebbe poi il pieno riconoscimento di una storia personale”.
“Andare allo scontro – sottolinea Mecarini – sarebbe sbagliato e doloroso. È fondamentale evitare quanto accadde nel 2019. È stato doloroso, una lotta fratricida di cui, ad oggi, sono ancora profondamente dispiaciuto”.
Mecarini fa inoltre un passaggio sull’associazione Ex facchini di santa Rosa. “Stiamo piano piano provando a recuperare il rapporto. La lettera di auguri che ci ha inviato l’associazione degli Ex facchini di santa Rosa in vista del trasporto del 3 settembre – commenta infatti il presidente del Sodalizio – ci ha fatto molto piacere. Nella stessa lettera c’è anche la volontà di fare qualcosa insieme in un’ottica comune e a partire dal legame che ci unisce. E qualche cosa faremo. È necessaria una riflessione seria e bisogna essere più ecumenici”.
Massimo Mecarini
Come si è arrivati allo scontro tra Sandro Rossi e Luigi Aspromonte?
“La successione nel ruolo di capofacchino alle elezioni del 2025 era già prevista e forse ci sono stati dei fraintendimenti da una parte e dall’altra. Un conflitto, quello tra Rossi e Aspromonte, che sto cercando di risolvere andando verso una soluzione. Una soluzione che va elaborata e poi accettata”.
Che tipo di soluzione sta cercando?
“Al capofacchino Sandro Rossi sono state proposte una serie di alternative per evitare di arrivare allo scontro. E sono fiducioso che la situazione si possa risolvere”.
Che cosa ha rappresentato Sandro Rossi per il Sodalizio e cosa rappresenta invece Aspromonte?
“Sandro Rossi è stato un capofacchino autorevole e carismatico. Un percorso, all’interno del direttivo del Sodalizio, che abbiamo iniziato insieme. Oltre all’amicizia che ci lega da una vita. Aspromonte è un grande facchino e una grande guida anteriore. Non solo, ma con il trasporto di Dies Natalis del 3 settembre ha dimostrato di avere tutte le doti per rivestire il ruolo di capofacchino”.
Qual è la sua posizione nello scontro tra Rossi e Aspromonte?
“Il mio ruolo in tutta questa vicenda è decisamente difficile. Sia Sandro che Luigi sono amici fraterni. E come ho già detto il mio è un ruolo equidistante e non posso prendere le parti né dell’uno né dell’altro. La mia posizione è a favore del Sodalizio. E se c’è qualcuno che con il proprio atteggiamento mette in discussione la credibilità e l’armonia del Sodalizio, io non lo seguo. Il Sodalizio in tutti questi anni di lavoro, di cui Sandro è stato ed è indiscutibilmente parte, è diventata un’istituzione riconosciuta a livello internazionale e bisogna in tutti i modi evitare minare questa importante realtà”.
Secondo lei, Sandro Rossi con il suo comportamento mette in discussione la credibilità del Sodalizio?
“No, Sandro non mette in discussione in alcun modo la credibilità del Sodalizio. Quando dico quella frase non penso assolutamente a lui, né a chiunque altro. Parlo in astratto e mi aspetto sempre l’uso del buon senso per rafforzare e valorizzare tutti i progressi che sono stati fatti in questi anni”.
Rossi dice: “Sono entrato da generale e voglio uscire da generale”. Lei sta nel Sodalizio dal 1979. Indipendentemente dalla figura del capofacchino, come si esce da “generale” da un’organizzazione come il Sodalizio dei facchini di Santa Rosa?
“Il generale è una figura che comanda tutto. Il capofacchino guida invece la macchina e il responsabile legale del trasporto e del Sodalizio è il presidente. Detto questo, l’uscita da ‘generale’ per Sandro c’è, senza alcun dubbio. Sandro potrebbe rivestire un altro ruolo”.
Quale?
“Il vicepresidente del Sodalizio o il capofacchino emerito. Sandro potrà stare con noi fintanto che sarà lui a volerlo. Andare allo scontro con le elezioni di febbraio sarebbe sbagliato. Sandro potrebbe vincere, ma potrebbe anche perdere. E in quest’ultimo caso, secondo me, la sua uscita non sarebbe delle migliori”.
Il capofacchino emerito sarebbe una soluzione?
“Sì, sarebbe una soluzione. Sandro sarebbe sempre Sandro e nessuno metterebbe mai in discussione il suo carisma e tutto quello che ha fatto per il Sodalizio. Il capofacchino emerito sarebbe il pieno riconoscimento di una storia personale”.
Che ruolo avrebbe il capofacchino emerito?
“Il capofacchino emerito è una figura non prevista dallo statuto, una figura che potrebbe anche associare a quella di vicepresidente del Sodalizio. Una figura, quella del capofacchino emerito, che rappresenterebbe sempre un punto di riferimento. Nessuno metterebbe mai in discussione la sua persona e la sua esperienza. Fermo restando che Luigi Aspromonte il 3 settembre è stato bravissimo”.
Sandro Rossi
C’è malcontento per tutta questa situazione all’interno del Sodalizio?
“Più che malcontento c’è soprattutto il dispiacere e lo sconcerto di dover andare alle elezioni di febbraio e dove scegliere in qualche modo. La situazione che si è creata dispiace a tutti”.
Da dove nasce la necessità di modificare lo statuto del Sodalizio?
“Le modifiche allo statuto sono state due. La prima è stato il passaggio da 60 a 55 anni per portare la macchina, perché bisogna fare spazio ai facchini più giovani. Una riforma che volevamo fare già qualche anno fa. L’abrogazione del vincolo dei due mandati per i consiglieri del direttivo nasce invece dalla necessità di eliminare una disparità di trattamento tra le cariche all’interno del Sodalizio. In entrambi i casi la maggioranza è stata schiacciante”.
Viterbo – L’assemblea di sabato – Sandro Rossi, Vincenzo Fiorillo, Massimo Mecarini e Luigi Aspromonte
Si può considerare la votazione di sabato come un’anticamera delle elezioni di febbraio, considerando anche che Rossi era contrario alla riforma dello statuto?
“Questo è tutto da verificare, ma non credo che a febbraio dovrebbero esserci grosse sorprese. Tuttavia non bisogna mai dare niente per scontato”.
Luigi Aspromonte sarà il nuovo capofacchino?
“Questo è tutto da vedere, e lo vedremo solo alle prossime elezioni. Con tutto il bene che voglio a Luigi e a Sandro. E il bene per entrambi è e resterà per me sempre un punto fermo. Sono due amici fraterni e tutta questa situazione fa male e lacera. Mi fa male e mi lacera”.
Cosa succederà l’anno del Giubileo?
“Non glielo so dire. È ancora tutto da verificare”.
Si farà il trasporto straordinario di Dies Natalis?
“Non glielo saprei ancora dire. Il comune deve verificare se c’è la possibilità di farlo e che ci sia una motivazione in più anche rispetto a Giubileo. Ad esempio, viene il papa”.
E papa Francesco verrà?
“Io ci spero e lo auspico. E in quel caso non ci sarebbero più dubbi sul trasporto straordinario”.
Donne e trasporto della macchina di Santa Rosa, a che punto si è arrivati?
“Noi speriamo sempre che la presenza femminile all’interno del Sodalizio possa essere ampliata il più possibile. Quest’anno sono entrate 3 medici e un’infermiera. Se poi parliamo di donne che vengono a fare la prova, siamo ancora lontani”.
In che senso?
“Nel senso che nessuna donna si è ancora presentata alla prova di portata e quella è lo scoglio da superare da cui non possiamo derogare”.
Luigi Aspromonte
All’assemblea di sabato, lei ha detto che va in tutti i modi scongiurato lo scontro interno al Sodalizio che invece ci fu nel 2019. Tornasse indietro, lo eviterebbe?
“Dopo tutti questi anni ho capito che nella vita delle persone e delle organizzazioni c’è sempre una certa ciclicità e certe cose succedono perché ci sono delle situazioni che ci portano a degli scontri. E lo scontro del 2019 è stato doloroso, una lotta fratricida di cui, ad oggi, sono ancora profondamente dispiaciuto. Perché poi i rapporti personali si guastano ed è doloroso. Per questo va assolutamente evitato che la cosa si ripeta”.
C’è modo di recuperare il rapporto con chi nel 2019 uscì dal Sodalizio?
“Stiamo piano piano provando a recuperare il rapporto. La lettera di auguri che ci ha inviato l’associazione degli Ex facchini di santa Rosa in vista del trasporto del 3 settembre ci ha fatto molto piacere. Nella stessa lettera c’è anche la volontà di fare qualcosa insieme in un’ottica comune e a partire dal legame che ci unisce. E qualche cosa faremo. È necessaria una riflessione seria e bisogna essere più ecumenici”.
L’assemblea di sabato è stata anche una prova di democrazia e trasparenza…
“Sì, è stata anche una bella prova di democrazia e di trasparenza. Il Sodalizio non ha mai nulla da nascondere e ne siamo fieri. Abbiamo aperto le porte alla stampa proprio per questo motivo e mi ha fatto molto piacere che sia stata poi evidenziata la trasparenza che ci ha caratterizzato”.
Quale sarà il Sodalizio del futuro?
“Il Sodalizio del futuro sarà sempre più lanciato verso il mondo. Un Sodalizio capace di muoversi a livello internazionale lungo la strada che stiamo già percorrendo. Intanto il 6 novembre faremo la messa per i facchini defunti, il 23 novembre il pranzo sociale e il 15 dicembre la festa del socio, poi arriveremo alle elezioni di febbraio”.
C’è già una data per le elezioni di febbraio?
“Non, non c’è ancora una data. La decideremo tutti insieme”.
Daniele Camilli
Articoli: Si va verso Aspromonte nuovo capofacchino… di Carlo Galeotti – È scontro tra Rossi e Aspromonte in vista delle elezioni di febbraio, Mecarini: “Chiunque mette in discussione la stabilità del Sodalizio… io non lo seguo” di Daniele Camilli



