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Omicidio Bramucci, teste va in clinica a Nepi e scompare

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Viterbo – Omicidio Bramucci, la teste sparisce dopo un accesso in clinica e la corte d’assise dispone l’accompagnamento coattivo per la prossima udienza del 28 ottobre quando sarà scortata in aula dai carabinieri.


Soriano nel Cimino - Salvatore Bramucci

Soriano nel Cimino – Salvatore Bramucci


In quella data, salvo imprevisti, saranno sentiti una raffica di ulteriori testimoni della difesa di Tonino Bacci, undici in tutto, il presunto killer a capo del commando armato venuto da Roma che la mattina del 7 agosto 2022 ha freddato a colpi di pistola il pluripregiudicato Salvatore Bramucci nelle campagne di Soriano nel Cimino.

Ieri nel frattempo il presidente della corte di assise Francesco Oddi ha mandato a cercare la testimone assente ingiustificata a Nepi dai carabinieri. “Hanno scoperto che dalle 12,30 alle 12,40 ha fatto accesso a una clinica di Nepi, dopo di che si è volatilizzata”, ha spiegato il magistrato alle due di ieri pomeriggio, ora cui il processo, sospeso, era stato rinviato apposta per lei. Che non si sarebbe fatta trovare. 

Come detto, se ne riparla, forse, a fine mese, sempre che non si sottragga all’accompagnamento coattivo da parte dei carabinieri.

Intanto, sempre ieri, sono stati ascoltati ulteriori testimoni delle difese, tra cui la sorella di Bacci sui famosi diecimila euro che nell’estate 2023, secondo lei un anno dopo l’uccisione di Bramucci, sarebbero stati nascosti dal figlio per lo zio Tonino, nel frattempo in carcere da quasi un anno, in un vecchio gallinaio nelle campagne romane. “Ho detto a mio figlio di nasconderli perché giravano i ladri”, si è giustificata. Secondo l’accusa erano soldi provento del delitto. 

Nel frattempo Oddi ha fatto sapere che, a fine istruttoria, la corte vuole riascoltare per chiarimenti alcuni dei testimoni già sentiti. Il che già del suo fa slittare la discussione al mese di dicembre. Pm Massimiliano Siddi e parti civili a parte – ovvero il fratello e la figlia della vittima – è facile immaginare tempi lunghi per le arringhe delle difese dei sei imputati. La sentenza potrebbe slittare a dopo.le festività di fine anno.

Silvana Cortignani


A partire da sinistra dall'alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci

A partire da sinistra dall’alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci


Sei imputati di omicidio premeditato in concorso:

– Elisabetta Bacchio: nata nel 1977, detenuta a Civitavecchia dal 26 settembre 2023, difesa dagli avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella
– Sabrina Bacchio:
nata nel 1974, detenuta a Rebibbia nuovo complesso dal 22 ottobre 2022, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache
– Dan Costantin Pomirleanu: nato nel 1990, detenuto a Regina Coeli dal 4 gennaio 2024, difeso dagli avvocati Giorgia Ciucci e Stefano Maranella
– Antonio Bacci: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dagli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore
– Lucio La Pietra: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dall’avvocato Antonio Rucco
– Alessio Pizzuti: nato nel 1990, agli arresti domiciliari dal 4 gennaio 2024, difeso dall’avvocato Lanfranco Cugini


Parti civili il fratello e la figlia della vittima:

– Mascia Bramucci, 37 anni, difesa dall’avvocato Antonio Filardi
– Isolino Bramucci, 62 anni, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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