Viterbo – Pensionata al minimo eredita 73mila euro e una casa al Circeo, finisce a processo per truffa aggravata all’Inps. Imputata un’anziana che non ha comunicato la variazione di reddito ed è stata scoperta dalla guardia di finanza. Il processo è entrato nel vivo ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Daniela Rispoli.
Guardia di finanza
La donna, difesa dall’avvocato Luca Nisi, secondo il brigadiere della guardia di finanza sentito come testimone, avrebbe indebitamente percepito 44.683 euro, diventati 28.068,52 euro dopo che il pm Flavio Serracchiani, per via dei termini di prescrizione, ha ristretto la contestazione al periodo che va dal 2018 al 2021, anno in cui l’Inps ha sospeso in automatico all’imputata l’assegno sociale che percepiva dal 2009.
“Nel 2014 aveva ricevuto in eredità 73mila euro e una casa a San Felice al Circeo, quest’ultima venduta l’anno successivo per 146mila euro, a metà con un’altra persona, per cui altri 73mila euro”, ha spiegato il militare, il cui verbale di accertamento tramite la banca dati dell’agenzia delle entrate risale al 3 maggio 2021.
La pensionata, una volta ricevuta la cospicua eredità, avrebbe dovuto comunicare la variazione reddituale all’Inps entro i successivi trenta giorni.
Ascoltato il testimone e preso atto della “revisione” del profitto effettuata dal pubblico ministero, il collegio ha disposto di ascoltare per chiarimenti, ex articolo 507, il funzionario dell’Inps incaricato della gestione delle variazioni di reddito delle pensioni sociali, rinviando il processo a novembre, anche per la sentenza.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
