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“Preghiamo per i militari italiani in Libano al riparo in qualche bunker e per le loro famiglie”

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Il cappellano militare don Marco Limodio

Il cappellano militare don Marco Limodio

Viterbo - Messa in onore del santo patrono dell’esercito italiano San Giovanni XXIII papa

Viterbo – Messa in onore del santo patrono dell’esercito italiano San Giovanni XXIII papa

Viterbo - Il generale Salvatore Annigliato, Giancarlo Martinengo e Alessandro Romoli

Viterbo – Il generale Salvatore Annigliato, Giancarlo Martinengo e Alessandro Romoli

Viterbo - Messa in onore del santo patrono dell’esercito italiano San Giovanni XXIII papa

Viterbo – Messa in onore del santo patrono dell’esercito italiano San Giovanni XXIII papa

Viterbo - Il generale Salvatore Annigliato

Viterbo – Il generale Salvatore Annigliato


Viterbo – “Dobbiamo essere spiritualmente vicini ai tanti popoli che oggi soffrono il flagello della guerra. Penso anche ai nostri militari italiani in Libano, al riparo in qualche bunker, e alle loro famiglie”. Così il cappellano militare don Marco Limodio durante la messa in onore del santo patrono dell’esercito italiano, San Giovanni XXIII papa, celebrata questa mattina presso la chiesa di San Francesco alla Rocca a Viterbo.

Oltre ai tanti militari presenti, tra allievi e soldati già in servizio, hanno partecipato alla cerimonia anche il presidente della provincia di Viterbo, Alessandro Romoli, l’assessore comunale di Viterbo con delega ai rapporti con le forze armate, Giancarlo Martinengo, e le autorità militari della città.

Come ha spiegato don Marco Limodio, è stato scelto San Giovanni XXIII come santo patrono dell’esercito italiano sia per il suo passato da militare, durante la prima guerra mondiale, che per essere stato “un vero uomo di pace”. Nato nel 1881 nel bergamasco con il nome di Angelo Giuseppe Roncalli, San Giovanni XXIII papa ha infatti assolto gli obblighi di leva nel 1902 ed è stato successivamente richiamato in servizio nel 1915, con il grado di sergente, servendo l’esercito fino al 1918 come cappellano militare. “Anche durante la seconda guerra mondiale – ha spiegato don Marco Limodi – Roncalli ha salvato tante vite umane producendo delle documentazioni false in qualità di legato di pontificio”.

Ma la ricorrenza di San Giovanni XXIII papa ricorre quest’anno in un contesto segnato da forti tensioni geopolitiche, dal ritorno della guerra e della violenza e con un’intera regione, il Medio Oriente, sull’orlo del baratro. E questa situazione riguarda da vicino soprattutto l’esercito italiano: tra i militari presenti in Libano per la missione di pace Unifil delle Nazioni Unite, che ieri è stata attaccata più volte dall’esercito israeliano, ci sono anche gli italiani. A quanto si apprende, due caschi blu sarebbero rimasti feriti.

È infatti proprio a loro che è andato il pensiero di don Limodio: “Penso ai nostri militari italiani in Libano, al riparo in qualche bunker, e alle loro famiglie. Preghiamo affinché il Signore possa convertire i cuori di chi ha grandi responsabilità. La pace è un bene di Dio, ma viene custodita da ciascuno di noi”.

“Spesso si parla dei giovani e delle loro fragilità – ha aggiunto il cappellano militare -, ma mi preoccupa molto di più la fragilità degli anziani che dichiarano guerra l’uno contro l’altro”.

“Stiamo vivendo giorni difficili – ha convenuto il generale di divisione Salvatore Annigliato, Comandante dell’aviazione dell’esercito (Aves) di Viterbo – Chiedo al santo patrono che ci accompagni e che ci renda dei veri operatori di pace, che ci aiuti a trovare la nostra pace interiore e a perseguire la pace nel mondo”.


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