Soriano nel Cimino – Antonio Bacci, il pregiudicato romano cinquantenne considerato dal pm Massimiliano Siddi uno dei sicari assoldati dalla moglie e dalla cognata per uccidere Salvatore Bramucci, è stato dipinto all’udienza di ieri del processo come un potenziale “minus habens” dalla psicologa della difesa, Alma Amplatz, sentita la quale gli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore hanno chiesto alla corte d’assise di disporre una perizia psichiatrica sul presunto killer. In aula anche i genitori di Pomirleanu, il cognato accusato di omicidio in concorso: “Nostro figlio e Sabrina non avevano bisogno dei soldi di Salvatore Bramucci per farsi la villa”.
Il presunto killer Antonio Bacci
Imputati tre parenti e tre pregiudicati. Bramucci è stato ucciso nella sua auto a colpi di pistola la mattina del 7 agosto 2022 nelle campagne di Soriano nel Cimino. Per il delitto sono accusati di omicidio pluriaggravato e premeditato in concorso tre familiari della vittima (la vedova e la cognata, le sorelle Elisabetta e Sabrina Bacchio, e il compagno di quest’ultima Dan Costantin Pomirleanu) e tre pregiudicati di Ponte di Nona (presunti killer Bacci e Lucio La Pietra, killer mancato Alessio Pizzuti, l’unico dei sei imputati ai domiciliari e non in carcere).
Dubbi sul quoziente intellettivo. “Suggerisco di valutare il quoziente intellettivo e verificare la capacità di intendere e di volere di Bacci, che in base all’anamnesi familiare potrebbe essere un soggetto suggestionabile e influenzabile – ha detto la professionista – da piccolo è stato abbandonato dalla madre, poi è stato messo in collegio dal padre, che successivamente lo ha ripreso in casa quindi lo ha cacciato. Di sicuro è una persona che cerca continuamente l’approvazione altrui”.
“L’accusa dà per scontato… “. Il pm ha fatto notare come la personalità dell’imputato si possa desumere dagli atti e come diverso sia un vizio parziale o totale di mente rispetto a eventuali stati emotivi o passionali. L’avvocato Costa è tornato a uno dei suoi cavalli di battaglia: “L’accusa dà per scontato che sia andato per commettere un omicidio”. Bacci, come è noto, ha parlato di “dare una lezione”. La corte d’assise, sul punto, per ora mantiene la riserva.
Gemelli e Colosseo. Per Elisabetta Bacchio, i difensori Walter Pella e Maurizio Filiacci insistono sulla necessità di una vista medica da parte della donna. Ipotesi confermata dalla figlia dell’amica con cui il 20 giugno 2022 si sarebbe recata al Gemelli di Roma per prendere contatto con uno specialista. Ma la giornata si sarebbe conclusa al Colosseo e non in uno studio medico. Il 4 giugno di due anni fa, secondo l’accusa, le sorelle parlavano di Bacci, “il dottore che costicchia” e della sua richiesta di “30mila euro per l’operazione” ovvero l’omicidio di Bramucci.
Dan Costantin Pomirleanu e Sabrina Bacchio
La vita agiata dei Pomirleanu. Interessante la deposizione dei genitori di Pomirleanu, tra i testi dei difensori Giorgia Ciucci e Stefano Maranella, i quali hanno cercato di far cadere il movente economico del delitto, per finanziare la “big family”, spiegando come la famiglia conducesse una vita agiata e potesse permettersi di acquistare una villa bifamiliare da 250mila euro a Monteverde accendendo un mutuo, per andare a vivere tutti insieme invece che in due appartamenti in affitto dello stesso stabile.
“Noi, famiglia di lavoratori”. “Io e mio figlio avevamo entrambi un buono stipendio, poi lavorano anche le due figlie femmine che vivono ancora con me, una delle quali è maestra. E lavora anche la terza femmina che nel frattempo è andata a vivere col compagno. I 1200 euro che paghiamo per due affitti, potevano tranquillamente essere investiti nel mutuo”, hanno spiegato la madre e il padre dell’imputato.
“Motore e prosciutto sono verità”. I genitori del cognato 34enne di Bramucci hanno anche confermato che “il motore per mia suocera” di cui il 17 luglio 2022 parlava la nuora Sabrina con Bacci era davvero un motore, “per sostituire quello fuso della nostra Smart” e che il prosciutto prelevato da Sabrina e Pomirleanu il precedente 28 giugno a casa dei genitori delle Bacchio non erano i soldi per il sicario Bacci ma era veramente un pezzo di prosciutto “regalatoci dai consuoceri”.
Silvana Cortignani
Elisabetta Bacchio con Salvatore Bramucci
Sei imputati di omicidio premeditato in concorso:
– Elisabetta Bacchio: nata nel 1977, detenuta a Civitavecchia dal 26 settembre 2023, difesa dagli avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella
– Sabrina Bacchio: nata nel 1974, detenuta a Rebibbia nuovo complesso dal 22 ottobre 2022, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache
– Dan Costantin Pomirleanu: nato nel 1990, detenuto a Regina Coeli dal 4 gennaio 2024, difeso dagli avvocati Giorgia Ciucci e Stefano Maranella
– Antonio Bacci: nato nel 1974, detenuto a
Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dagli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore
– Lucio La Pietra: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dall’avvocato Antonio Rucco
– Alessio Pizzuti: nato nel 1990, agli arresti domiciliari dal 4 gennaio 2024, difeso dall’avvocato Lanfranco Cugini
Parti civili il fratello e la figlia della vittima:
– Mascia Bramucci, 37 anni, difesa dall’avvocato Antonio Filardi
– Isolino Bramucci, 62 anni, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


