Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Questa mattina, in Commissione Ambiente della Camera dei deputati, si è svolto il ciclo di audizioni informali sull’utilizzo di tecnologie per il risparmio idrico nel settore delle ceramiche.
Sono stati auditi i rappresentati di Avr-Associazione italiana valvole e rubinetterie, Confindustria ceramiche, Federlazio ceramica e Apea di Civita Castellana. Il settore delle ceramiche rappresenta un’eccellenza del made in Italy, che si contraddistingue non solo per il design, ma anche per le sue tecnologie innovative.
Dalle audizioni è emersa la necessità di introdurre standard tecnici per il risparmio idrico, etichettatura e promozione della filiera italiana. Il tema della riduzione degli sprechi offre la possibilità di coniugare la sostenibilità ambientale anche con quella energetica, tramite l’abbattimento di costi. Ad esempio, una sostituzione dei vasi obsoleti produrrebbe il 30% in meno dei consumi, portando ad un risparmio di 414 milioni di metri cubi di acqua all’anno.
La sostenibilità ambientale deve essere coniugata con la tradizione del made in Italy, che contraddistingue la filiera della ceramica, di cui il polo industriale di Civita Castellana rappresenta un fiore all’occhiello.
Ufficio stampa Mauro Rotelli (FdI)
Forte del successo e del prestigio acquisito a livello mondiale, “l’industria della ceramica ha accettato un’altra grande sfida: introdurre sul mercato il concetto di risparmio idrico, una pratica fondamentale e un dovere verso l’ambiente e le generazioni future. Per questo le aziende del settore hanno intrapreso un percorso di rinnovamento puntando su innovazione e sostenibilità”.
È questa l’idea centrale dell’intervento di Giampiero Patrizi, presidente di Federlazio Ceramica, ricevuta questa mattina in audizione informale dalla Commissione ambiente della camera dei deputati, presieduta dall’on. Mauro Rotelli, che ha convocato i principali rappresentanti delle imprese produttrici di ceramica sanitaria e del settore delle rubinetterie, per affrontare il tema dell’utilizzo di tecnologie per il risparmio idrico.
L’associazione era rappresentata anche dal direttore della Federlazio di Viterbo, Giuseppe Crea, che ha voluto sottolineare ai membri della Commissione presenti, come” il Distretto Industriale di Civita Castellana continui ad investire sul concetto di sostenibilità, migliorando i processi produttivi e implementando sistemi di economia circolare”.
Presente all’audizione anche il presidente dell’Apea – distretto industriale di Civita Castellana, Antonio Sini.
È stata un’occasione utile per rappresentare alla commissione Ambiente i significativi traguardi raggiunti dalle aziende italiane, divenute punto di riferimento per lo sviluppo di nuove tecnologie ; gli importanti investimenti effettuati in ricerca e innovazione; le potenzialità di risparmio energetico delle nuove apparecchiature; l’opportunità di valorizzazione del Made in Italy, l’utilità di una certificazione dei prodotti di nuova generazione.
“Bisogna partire dalla considerazione – ha dichiarato Giampiero Patrizi – che il consumo idrico medio giornaliero di una famiglia composta di tre persone è di circa 700 litri ed oltre il 40% è relativo all’uso sanitario, equivalente a 280 litri”.
“Considerando la risorsa idrica non infinita – ha proseguito il presidente di Federlazio Ceramica – e dati i cambiamenti climatici in atto e che in Italia non c’è distinzione tra acqua sanitaria e acqua potabile, una sana e attenta ottimizzazione dell’impianto darebbe il beneficio di una notevole diminuzione dei consumi idrici di oltre il 70% per il comparto sanitario”.
“Le aziende del settore – ha illustrato ancora Patrizi ai membri della commissione Ambiente – sono arrivate a progettare e produrre in tale direzione, spinte anche dalla forte internazionalizzazione nei mercati in cui operano. Un mercato di riferimento per il risparmio dell’acqua sanitaria è quello australiano dove è possibile entrare solo e soltanto se si certificano i prodotti per tali performance”.
“Il distretto della ceramica di Civita Castellana – ha concluso – è quindi un esempio di come un polo produttivo tradizionale possa evolversi e prosperare in un contesto economico in continua trasformazione. Grazie ad una combinazione di tradizione, innovazione e sostenibilità, continua ad essere un punto di riferimento nel settore della ceramica sanitaria, promuovendo il Made in Italy a livello globale e contribuendo allo sviluppo di un’economia locale resiliente e dinamica”.
I Rappresentanti di Federlazio Ceramica e Federlazio Viterbo hanno poi lasciato agli atti della commissione, un ampio e dettagliato documento tecnico nel quale sono riportate puntualmente osservazioni e proposte in ordine ai temi in discussione.
Federlazio Viterbo

