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Sindaco sventa rissa e blocca aggressione a colpi di spranga, ma l’unico imputato viene assolto

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Angelo Giuliani

Angelo Giuliani

L'avvocato Francesco Massatani

Il difensore Francesco Massatani

Orte –  (sil.co.) – Sindaco di Orte sventa una rissa e blocca un’aggressione a colpi di spranga.

Ma il presunto responsabile, accusato di avere colpito uno dei rivali finendo a processo per lesioni aggravate, è stato assolto, per mancanza di prove, nonostante la testimonianza dell’allora primo cittadino Angelo Giuliani.

È successo ieri in tribunale, dove il giudice Silvia Bartollini ha assolto con formula dubitativa il presunto componente di un quartetto di romeni che una sera di dicembre del 2018 furono sorpresi da Giuliani mentre si insultavano e prendevano a spintoni.

“Stavo passando in macchina ed essendo il sindaco mi sono subito fermato e ho redarguito le due coppie di contendenti, tutti uomini, con in mano qualcosa tipo spranga, bastone o mazza da baseball, dicendo loro di farla finita, sennò avrei chiamato i carabinieri”, ha spiegato in aula Giuliani, attualmente capogruppo di Orizzonte comune. 

“Era buio e non li conoscevo, non sarei in grado di riconoscerli”, ha quindi proseguito. “Le due coppie – ha spiegato – si sono allontanate, prendendo strade diverse, ma uno dei quattro, mentre ero ancora in macchina, è tornato indietro armato di ‘bastone’ e ha picchiato la parte offesa, per cui ho chiamato i carabinieri”. 

Della vittima si sa solo che lavora all’estero e che non si è costituita parte civile, mentre l’unico testimone oculare, ovvero l’ex sindaco di Orte, non è stato in grado di dire se l’imputato, assistito dall’avvocato Francesco Massatani, fosse e no il colpevole. 

Accusa e difesa hanno chiesto l’assoluzione, accordata con formula dubitativa dal giudice Bartollini. Processo di primo grado chiuso a distanza di sei anni 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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