Viterbo – “Ho aderito all’European Parliament Ceramics Forum per portare la voce di Civita Castellana al tavolo del dibattito”. La vicepresidente del parlamento europeo Antonella Sberna.
“Presto organizzeremo un incontro proprio nella Tuscia – dice Sberna – per portare le riflessioni emerse dal dibattito di Bruxelles e raccogliere ulteriori idee e proposte direttamente dalle imprese e dai lavoratori del settore”.
Antonella Sberna
Recentemente lei ha partecipato a un incontro dell’European Parliament Ceramics Forum a Bruxelles. Qual è stato il tema centrale del dibattito e che ruolo svolge per l’industria ceramica?
“L’incontro è stato un’occasione di confronto tra alcuni parlamentari, funzionari della Commissione europea e rappresentanti della catena del valore dell’industria della ceramica sul tema della competitività di uno dei settori industriali che sono centrali per l’economia europea ed italiana. Lo spunto è stato dato dal rapporto Draghi, che fornisce un’analisi dettagliata sulle sfide che l’Unione europea deve affrontare per restare competitivi nel mercato globale e facendo fronte alla complessità della legislazione interna europea”.
Quali sono le azioni che ritiene prioritarie per sostenere la competitività delle imprese ceramiche?
“Il sostegno che il settore cerca dai co-legislatori europei riguarda diverse questioni, che vanno dalle pratiche commerciali sleali alla minaccia di delocalizzazione della produzione a causa del rispetto della normativa ambientale, passando per il bisogno di supporto all’innovazione e la ricerca di soluzioni per abbassare i costi energetici che ultimamente sono esplosi a causa di veri fattori. Vista l’importanza del settore per l’occupazione e l’ecosistema produttivo locale, mi sono messa all’ascolto e provato a immaginare assieme ai rappresentanti dell’industria un percorso di intercettazione delle priorità legislative che deriveranno dal nuovo esecutivo europeo. Credo si debba agire da subito per fare in modo che le politiche europee affrontino con più pragmatismo la transizione energetica, scoperchino questioni legate agli aiuti di stato e al commercio internazionale, favoriscano l’innovazione con neutralità tecnologica e individuino soluzioni viabili per abbassare i prezzi dell’energia che stanno diventando una componente insostenibile”.
Quali sono, secondo lei, le sfide e le prospettive del settore?
“Presto organizzeremo un incontro proprio nella Tuscia per portare le riflessioni emerse dal dibattito di Bruxelles e raccogliere ulteriori idee e proposte direttamente dalle imprese e dai lavoratori del settore. La zona di Civita Castellana è una punta di eccellenza per la ceramica europea, rappresentando il 90% della produzione italiana di ceramica sanitaria. È un territorio che merita attenzione e supporto, e questo confronto sarà un momento chiave per definire assieme dove intervenire in priorità e come fare azione comune con gli altri paesi europei”.
Civita Castellana – Il comune
C’è inoltre una novità importante, la sua adesione all’European Parliament Ceramics Forum. Qual è il valore di questa iniziativa?
“Sì, sono diventata uno dei membri del Forum, assieme al collega emiliano Cavedagna, in modo da poter essere un interlocutore il più presente possibile, e collaborare fattualmente alle iniziative che verranno poste in essere durante questa legislatura. Come rappresentante della Tuscia, non potevo non portare la voce di Civita Castellana al tavolo del dibattito, e sono molto felice di farlo con il supporto delle associazioni di categoria del settore che rimangono gli attori di riferimento per rappresentare gli interessi industriali in Europa”.
Si sta facendo concretamente strada l’ingresso del Distretto ceramico di Civita Castellana nel Consorzio unico industriale del Lazio. Cosa ne pensa di questa importante novità?
“Penso si tratti di un risultato straordinario, perché stiamo parlando di un polo d’eccellenza a livello mondiale che è considerato strategico per lo sviluppo industriale del Lazio e dell’Italia centrale. I numeri certificano un comparto in forte crescita, con livelli di competitività rilevanti sui mercati europeo e internazionale.
Entrare nel Consorzio unico permetterà di intercettare maggiori investimenti da destinare soprattutto ai processi di sviluppo e di innovazione delle imprese, e agevolerà ancora di più le capacità di espansione a livello commerciale come ha ben evidenziato anche il commissario del Consorzio Raffaele Trequattrini, riconoscendo l’importanza del distretto civitonico all’interno del tessuto industriale e produttivo del Lazio. Una grande opportunità, un ulteriore tassello per la crescita del comparto ceramico e per l’economia regionale e nazionale.
Saluto quindi con entusiasmo l’avvio dell’iter che si è concretizzato nei giorni scorsi con il primo incontro coordinato dal commissario Trequattrini, dal consigliere regionale Daniele Sabatini e dal sindaco di Civita Castellana Luca Giampieri, con la presenza dei sindaci del distretto, dei rappresentanti della Camera di commercio e delle alte rappresentanze di Unindustria e Federlazio”.
Daniele Camilli

