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Badante fa razzia di gioielli, grafologhe a confronto sui preziosi rivenduti ai compro oro

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L'avvocato Remigio Sicilia

Il difensore Remigio Sicilia

Tiziana Agnitelli

La grafologa forense Tiziana Agnitelli

Viterbo – (sil.co.) – Badante accusata di fare razzia di preziosi e gioielli a casa degli anziani da lei accuditi.

Ieri è stato finalmente il giorno della grafologa nominata dal tribunale, ovvero la dottoressa Tiziana Agnitelli, e della consulente grafologa della difesa, ovvero la collega Silvia Gozzi, nominata dal difensore dell’imputata, una 46enne viterbese, avvocato Remigio Sicilia. 

Due anni fa arrivò l’okay al rito abbreviato e alla perizia grafologica per vedere se fossero veramente sue le firme sulle sedici ricevute dei compro oro ai quali avrebbe rivenduto la refurtiva. Una sola la vittima che si è costituita parte civile.

Era luglio del 2021 quando avrebbe derubato una ultranovantenne, per l’appunto l’unica parte civile al processo, la cui figlia si sarebbe accorta della scomparsa di un solitario di sua proprietà, custodito a casa della madre e poi della scomparsa di altri 5 anelli custoditi nel comò, appartenuti alle sorelle della mamma, che erano stati donati all’anziana dai cugini alla loro morte.

La presunta badante ladra fu poi bloccata dalla polizia a ottobre di tre anni fa con l’accusa di furto aggravato, quando le fu imposto l’obbligo di dimora nella frazione in cui vive. 

Per Tiziana Agnitelli c’è una “buona riconducibilità” alla badante delle firme sulle ricevute di due compro oro e di una gioielleria del capoluogo dove è stata rivenduta la refurtiva. A tal proposito, il gioielliere sarà sentito in aula alla prossima udienza. Per la consulente della difesa la firma sarebbe invece dell’imputata solo in tre casi. 

Sui tempi e i modi del presunto furto si è sempre concentrato il difensore Sicilia, dal momento che nell’abitazione dell’anziana si sarebbe “aggirata” negli stessi giorni anche la precedente badante, una tunisina “licenziata” per fare largo alla oss italiana proprio contestualmente all’arrivo di quest’ultima.

Si torna in aula in primavera per la discussione. 


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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