Viterbo – (sil.co.) – Sorella di un detenuto tenta di introdurre sette etti di hashish e 6 grammi di cocaina in carcere, scoperta dal cane antidroga Belen della penitenziaria, è stata arrestata per spaccio aggravato. La droga era nascosta nelle suole delle scarpe.
Viterbo – Il carcere di Mammagialla (nel riquadro un cane antidroga)
È successo sabato scorso, 9 novembre, al “Nicandro Izzo” di Viterbo dove la polizia penitenziaria grazie all’ausilio del nucleo cinofili del distaccamento di Roma ha arrestato la donna dopo averla sorpresa in possesso di droga. L’operazione è scattata nel corso della quotidiana attività di controllo e monitoraggio delle persone che fanno ingresso in istituto per svolgere i colloqui con i propri familiari detenuti,
In azione gli esperti cinofili, nella fattispecie un vice ispettore e due assistenti capo, insospettiti da una ragazza che notavano avere comportamenti non consueti e che, senza concederle la possibilità di un repentino allontanamento, hanno fatto immediatamente intervenire il cane poliziotto Belen che, con il suo fiuto infallibile, appena avvicinata la ragazza, ha segnalato al conduttore, con il tipico gesto del “raspare”, la presenza di sostanza stupefacente.
A questo punto, la ragazza, risultata poi essere la sorella di un soggetto detenuto al Mammagialla, è stata invitata a recarsi in una apposita stanza e lì sottoposta a perquisizione, all’esito della quale sono stati rinvenuti, abilmente celati all’interno delle suole delle scarpe, circa 700 grammi di hashish e circa 6 grammi di cocaina. Delle due sostanze rinvenute, è stato effettuato il drop test che ha dato esito positivo.
I cinofili hanno quindi proceduto alle conseguenziali attività di polizia giudiziaria, ovvero fermo della giovane, sequestro della sostanza e informativa al pubblico ministero di turno il quale ha disposto per la giovane la misura cautelare degli arresti domiciliari.
“La brillante operazione condotta dai cinofili – si legge sul sito della polizia penitenziaria – conferma, ancora una volta, quanto questo servizio sia un presidio imprescindibile e insostituibile nella lotta contro l’introduzione in carcere di sostanze stupefacenti e psicotrope. Infatti, uno dei fenomeni che maggiormente mina l’ordine e la sicurezza all’interno dei penitenziari italiani è proprio la preoccupante diffusione, con il conseguente spaccio e consumo, di droghe. Peraltro, spaccio che oggi è clamorosamente più redditizio in carcere che nel mondo libero. Ci aspettiamo, quindi, come in più occasioni dichiarato dal capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, il potenziamento di questo strategico servizio. Un grosso plauso, allora, va a tutti i cinofili del corpo che, ogni giorno, con spirito di sacrificio, professionalità e abnegazione danno il loro fondamentale contributo nella lotta al crimine”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
