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Detenuto strangolato dal compagno di cella, rinviato a dicembre il processo all’omicida

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Alessandro Salvaggio

La vittima – Alessandro Salvaggio

Omicidio Salvaggio - L'avvocato della famiglia, Giacomo Luca Pillitteri

L’avvocato della famiglia, Giacomo Luca Pillitteri

Viterbo – (sil.co.) – È stato rinviato all’11 dicembre per un legittimo impedimento del giudice il processo con l’abbreviato in programma ieri davanti al gip Savina Poli per il detenuto 22enne di origini bulgare Tsvetkov Krasimir Ilyianov che il 19 dicembre dell’anno scorso ha strangolato il suo compagno di cella a Mammagialla. 

Vittima Alessandro Salvaggio, un 49enne siciliano, originario di Mazzarino in provincia di Caltanissetta e residente a Barrafranca in provincia di Enna, con precedenti per spaccio, che a Viterbo stava scontando una condanna a due anni per evasione.

La vedova Lucietta Carnazzo e i due figli di 24 e 25 anni, che hanno sporto denuncia nei confronti del carcere “Nicandro Izzo”, sono assistiti dall’avvocato Giacomo Luca Pillitteri del foro di Enna. Il giovane omicida è assistito dall’avvocato Giacomo Marganella.

L’omicida avrebbe ucciso il compagno di cella con un calzino stretto attorno al collo. Il particolare sarebbe emerso dalla consulenza medico-legale disposta dalla procura. All’autopsia ha preso parte anche la famiglia col medico legale Cataldo Raffino di Catania.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva.


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