Viterbo – (sil.co.) – Detenuto vuole andare dalla fidanzata e si scaglia contro quattro agenti, condannato a 10 mesi. Invece di tornare in cella, pretendeva di andare a Roma. Penitenziari costretti a ricorrere alle cure dei sanitari di Belcolle.
Mammagialla – La polizia penitenziaria
Tre aggressioni in poche ore a Mammagialla. Era la mattina del 20 luglio del 2020 quando quattro agenti finirono in ospedale.
Ieri uno dei detenuti che si sono resi responsabili di avere creato il caos all’interno del “Nicandro Izzo” di Viterbo è stato condannato dal giudice Jacopo Rocchi a una pena di 10 mesi di reclusione. L’accusa ne aveva chiesti otto.
Il bilancio, come detto, fu di quattro poliziotti costretti a ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle. In aula un solo testimone, uno degli agenti della polizia penitenziaria che furono aggrediti mentre stavano riaccompagnando in sezione un nigeriano che era stato convocato dal direttore presso l’ufficio comando.
“Non voleva saperne di tornare in cella, lui voleva a tutti i costi andare dalla fidanzata a Roma”, ha spiegato il poliziotto, che ha faticato con i colleghi a contenere la furia dell’ingestibile detenuto, peraltro di grande stazza e robusto, poi arrestato per resistenza e violenza in carcere.
“Si è scagliato contro un collega, gli ha dato una spinta e poi gli ha sferrato un pugno, dopo che ha provato a colpirne un altro. Per atterrarlo, in quattro, ci abbiamo messo cinque minuti, tanto era incontenibile. A un ispettore, gli ha strappato la maglietta e dato un morso. Non voleva rientrare in sezione, diceva che voleva andare dalla fidanzata a Roma e intanto colpiva tutti”, ha spiegato il poliziotto”.
L’imputato è difeso dall’avvocato Maurizio Filiacci del foro di Viterbo.
La sera precedente un altro detenuto, un egiziano con problemi di autolesionismo, con il suo sangue aveva sporcato la maglietta di un agente che per evitare ulteriori gesti già in atto era stato costretto a bloccarlo sulle braccia. La mattina del giorno prima, inoltre, un altro detenuto aveva tentato di aggredire un agente intento a svolgere la battitura delle grate della finestra.
– “Tre aggressioni in poche ore, quattro agenti finiti in ospedale”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
