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Droga ordinata via social, tre patteggiamenti e cinque rinvii a giudizio

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Orte - Spaccio tra giovani

Orte – Spaccio tra giovani


Orte – Cocaina e hashish via Instagram e Telegram, tre patteggiano e cinque vanno a processo col rito ordinario. 

È il bilancio dell’udienza preliminare che si è tenuta ieri mattina davanti al gup Fiorella Scarpato del tribunale di Viterbo a carico degli otto indagati, di età compresa tra i 18 e i 41 anni, della presunta banda di pusher sgominata tra la primavera e l’estate dai carabinieri a Orte, tra il centro storico e il quartiere di Petignano.

Si tratta della maxi inchiesta culminata lo scorso 22 luglio negli arresti domiciliari col braccialetto elettronico per un noto soggetto 41enne pluripregiudicato di Orte. Come detto, per tre imputati il processo si è chiuso a porte chiuse, con lo sconto di un terzo della pena, grazie alla scelta del rito alternativo del patteggiamento.

Difesi dagli avvocati Maurizio Filiacci, Marina Bernini e Giuseppe Picchiarelli, grazie alla riqualificazione del reato in “piccolo spaccio”, sono stati condannati a un anno e dieci mesi di reclusione il primo e a un anno e mezzo ciascuno gli altri due. Uno è stato rimesso in libertà, mentre gli altri due non avevano i requisiti per beneficiare della sospensione condizionale della pena. 

Un’udienza movimentata, che ha richiesto anche l’intervento dei carabinieri, in seguito alle intemperanze degli imputati. Per i cinque che sono stati rinviati a giudizio, tra cui l’unico arrestato ovvero il 41enne, il processo col rito ordinario si aprirà a gennaio davanti al giudice monocratico.


Carabinieri - Spaccio a Orte

Carabinieri – Spaccio a Orte


Le indagini che hanno portato i carabinieri a smantellare a Orte una piazza di spaccio di cocaina e hashish “alimentata” tramite social network sono andate avanti da novembre 2023 a giugno di quest’anno. Tutti i contatti secondo l’accusa avvenivano all’interno di chat Instagram e Telegram.

Nei guai sono finiti due ragazze di 19 anni e sei uomini: un 18enne, due 19enni, un 21enne, un 32enne e un pluripregiudicato 41enne di Orte. l’unico per cui è stata disposta la misura di custodia cautelare agli arresti domiciliari col braccialetto elettronico. Avrebbero ceduto cocaina al prezzo di 70-80 euro al grammo e hashish per 5-10 euro al grammo.

Altri quattro indagati sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, due dei quali domiciliati a Orte, rispettivamente un 32enne di origini rumene pluripregiudicato ed una ragazza italiana diciannovenni, nonché altri due giovanissimi ragazzi di 18 e 19 anni domiciliati nei comuni di Fiumicino e Giugliano in Campania Varcaturo.

A loro si aggiungono i tre indagati di età compresa tra i 19 e i 21 anni finiti agli arresti domiciliari rafforzati dal braccialetto elettronico lo scorso mese di aprile: due residenti a Orte, di cui uno di origini rumene, ed uno residente a Terni.


Carabinieri - Spaccio a Orte

Carabinieri – Spaccio a Orte


Le indagini sono iniziate in centro tra novembre 2023 e gennaio 2024 – anche con l’installazione di alcune telecamere – poi proseguite tra marzo e giugno di quest’anno, con la scoperta di una nuova piazza di spaccio nel quartiere di Petignano, gestita per lo più dagli stessi soggetti, diversi dei quali recidivi.

Secondo l’accusa, tutti i contatti per la compravendita della droga scorrevano all’interno di chat Instagram e Telegram, attraverso la creazione di appositi canali nei quali veniva pubblicizzato l’arrivo dello stupefacente e le modalità di acquisto tra acquirenti e pusher. Nello scambio di informazioni veniva perfezionato sia il prezzo di vendita che la tipologia di stupefacente da acquistare.Le indagini hanno permesso di identificare sia gli acquirenti sia gli spacciatori.

Nessun contatto diretto. Al richiedente venivano fornite esclusivamente indicazioni sul luogo presso cui recarsi, solitamente all’interno del centro storico o in un parcheggio coperto, ove nelle intercapedini di un muro erano occultati tre bilancini. All’atto dell’incontro, che durava appena pochi istanti, alla consegna dello stupefacente veniva corrisposto dagli acquirenti denaro in contanti.

I pusher portavano al seguito esclusivamente la dose da consegnare, in modo che, qualora fermati e controllati, ne derivasse al massimo una segnalazione. Ma il movimento, seppure di piccole dosi, era assolutamente continuo.

Silvana Cortignani


Articoli: Cocaina e hashish via Instagram e Telegram, otto indagati davanti al gup – Sorpresi dai carabinieri a cedere droga, smantellata piazza di spaccio a Orte – Droga ordinata sui social, ai domiciliari con braccialetto elettronico tre giovanissimi 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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