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“Giornata contro la violenza sulle donne, bisogna parlarne oggi e tutti i giorni”

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Graffignano – (eli.ca.) – “Giornata contro la violenza sulle donne, bisogna parlarne oggi e tutti i giorni”. Lo ha detto il sindaco Piero Rossi in apertura dell’incontro “Rompiamo la spirale della violenza: focus sulla donna. Aspetti psicologici, tecnico-giuridici, criminologici, investigativi, informatici e pratici”. 

Piero Rossi e Nazzareno di Vittorio

Piero Rossi e Nazzareno di Vittorio


All’evento, che si è svolto sabato pomeriggio, sono intervenuti il comandante della compagnia carabinieri di Viterbo, Felice Bucalo, il criminologo Nazzareno di Vittorio, l’informatico forense Francesco Di Vittorio, l’avvocato Giovanni Bartoletti, lo psicologo e psicoterapeuta, Giuseppe Paesani. L’incontro è stato moderato da Irene Frattesi.

A fare i saluti anche il sindaco di Graffignano, Piero Rossi. “Di questo argomento bisogna parlare oggi ma anche tutti i giorni” ha ricordato il primo cittadino.

“Nel mondo vengono uccise 150 donne al giorno – ha detto in introduzione Irene Frattesi -. La violenza non è solo fisica, c’è anche la violenza psicologica che non bisogna sottovalutare”.

Graffignano - L'incontro "Rompiamo la spirale della violenza: focus sulla donna"

Graffignano – L’incontro “Rompiamo la spirale della violenza: focus sulla donna”


La parola è poi passata all’avvocato Giovanni Bartoletti.”Questi delitti gravissimi avvengono soprattutto in casa dove in passato il diritto non è riuscito ad entrare. In questi anni c’è stata una maggiore presa di consapevolezza della donna, c’è un appoggio maggiore, la testimonianza della donna vale. C’è una normativa diversa e più tutelativa nei confronti delle donne e dei soggetti più deboli. Se non spieghiamo agli uomini come comportarsi con le donne non se ne esce, c’è alla base una motivazione culturale che va superata. Il fenomeno era sottocoperta fino a qualche anno fa, oggi è sotto gli occhi di tutti”.

Ma cosa si può fare e quali sono le misure messe in campo dalle forze dell’ordine? Ne ha parlato il maggiore Felice Bucalo. “Le stazioni sono la vera anima dell’Arma e sono importanti per i territori e per i piccoli paesi, i comandanti e gli uomini delle stazioni conoscono direttamente le persone e riescono a capire le situazioni familiari. La sensibilità dei carabinieri è aumentata, si fanno moltissimi corsi in merito, per perfezionarsi. 

Graffignano - L'incontro "Rompiamo la spirale della violenza: focus sulla donna"

Graffignano – L’incontro “Rompiamo la spirale della violenza: focus sulla donna”


Importanti sono le pattuglie del radiomobile che intervengono in tempo reale sulle situazione. In più ci sono i carabinieri in borghese che spesso si occupano delle questioni di violenza. A Viterbo i numeri sono importanti. Le leggi ci consentono di intercettare i casi che fino a qualche decennio fa passavano inosservati. Sono aumentate le case famiglia e questo è importante perché le donne hanno un’alternativa per poter letteralmente scappare di casa, oppure un aiuto con le lingue in caso di vittime straniere”.

Spesso le violenze nascono da relazioni tossiche. A parlarne lo psicoterapeuta Giuseppe Paesani. “Questi atti nascono da amori tossici – ha detto -. Tra le domande che vanno poste la questione di come vengono educati i maschi rispetto alle femmine. Le donne hanno sempre dovuto incassare e stare anche zitte. Per i maschi c’è sempre stata più tolleranza e non sanno accettare un no. Il maschio è stato sempre educato sin da piccolo a essere forte, a reagire in modo aggressivo alle difficoltà”.

Paesani ha spiegato passo passo i meccanismi che guidano le relazioni tossiche e gli atteggiamenti manipolatori. Più tutti i campanelli di allarme a cui le donne devono prestare attenzione.

Ultimo focus, gli smartphone, illustrato dall’informatico forense Nazzareno Di Vittorio. “La donna che si trova in difficoltà deve registrate, la registrazione tra presenti si può portare a giudizio senza dirlo. I file audio sono acquisiti in maniera forense, dati al legale e il legale va dai carabinieri per presentare la denuncia”.

Un arma di difesa in più nei confronti della donna per riuscire a tutelarsi nelle situazioni di difficoltà.


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