Viterbo – “Lavoratori e studenti uniti nrlla lotta per il diritto allo studio”. Lucia Ferrante del sindacato PerCorso.
Viterbo – Protesta studenti
Questa mattina presidio del sindacato studentesco universitario PerCorso davanti alla sede di LazioDisco in via Cardarelli a Viterbo. Il primo dopo tanti anni. Un presidio cui si sono uniti i segretari generali della Uil, della Uila e della Feneal Uil, rispettivamente Giancarlo Turchetti, Antonio Biagioli e Francesco Palese. Presente il segretario provinciale dei Giovani democratici Francesco Boscheri.
Da sinistra: Francesco Boscheri, Giancarlo Turchetti e Francesco Palese
“Vogliamo un’universita accessibile – dice Ferrante -, partecipata, inclusiva e libera. Per questo porteremo avanti le nostre rivendicazioni e continueremo a mobilitarci. Oggi abbiamo dimostrato che a Viterbo esiste una comunità studentesca che non farà un passo indietro sul proprio diritto allo studio. Dalle borse agli spazi sicuri dentro e fuori l’ateneo”.
“È importante – prosegue Ferrante – che queste lotte vengano portate avanti da studenti e lavoratori, perché un mondo libero e giusto si avrà solo quando i diritti di tutte le soggettività verranno realmente garantiti”.
“Condividiamo la vostra battaglia – sottolinea Turchetti -, una battaglia che rientra pienamente tra i motivi dello sciopero generale del 29 novembre. È uno dei motivi dello sciopero è proprio il diritto allo studio. Un diritto che viene fortemente messo in discussione anche dall’autonomia differenziata che porta a programmi e regole diverse da regione a regione”.
Lucia Ferrante
“La vostra lotta è la nostra lotta – aggiunge Biagioli -. Uno dei problemi degli studenti sono anche alloggi e trasporti. Gli stessi problemi che hanno gli operai agricoli. Molti braccianti non riescono a trovare casa perché sono stranieri, e la casa non gliela vogliono dare. Lavoratori stranieri che oggi nella Tuscia, e nello specifico nel territorio di Viterbo, rappresentano l’80% della forza bracciantile. Molti braccianti poi si devono fare a piedi, in bicicletta o con pulimini privati chilometri e chilometri per raggiungere il posto di lavoro, perché il trasporto pubblico non arriva nei luoghi dove ci sono le aziende. Lavoratori e studenti uniti nella lotta, perché i problemi degli studenti sono gli stessi dei lavoratori, perché gli studenti saranno i lavoratori di domani”.
Antonio Biagioli
“Mi sembra di essere tornati ai tempi del fascismo – conclude Palese – quando non si facevano studiare i figli dei lavoratori. Oggi si fa lo stesso, aumentando le tasse universitarie, tagliando così le gambe alla conoscenza e a un futuro migliore per tutti”.
Daniele Camilli




