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I luoghi del cuore, la palude di Torre Flavia al terzo posto della classifica provvisoria del Lazio

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Ladispoli – Riceviamo e pubblichiamo – A oggi il luogo nel Lazio al primo posto della classifica provvisoria (classifica provvisoria completa su www.iluoghidelcuore.it) è il Parco Pineta Sacchetti, importante pineta storica tra i quartieri Trionfale e Aurelio, una delle più estese aree ambientali di Roma nonché un’oasi naturalistica di grandissima importanza: vi sono state censite ben 600 specie vegetali e 71 specie di uccelli. Nulla resta del “Casino Nobile” realizzato nel Seicento da Pietro da Cortona per la famiglia Sacchetti, che nell’Ottocento, in rovina, ispirò molti pittori romantici. Il luogo e i suoi pini furono celebrati da Gabriele D’Annunzio, ma la Pineta conserva anche tracce dell’acquedotto di Traiano del II secolo d.C. Il Comitato “Aurelio per l’ambiente” si è attivato al censimento “I Luoghi del Cuore” per sensibilizzare cittadini e istituzioni sull’importanza dell’area e sulla necessità di tutelarla attivamente promuovendo azioni di salvaguardia del verde.  


Ladispoli - Palude di Torre Flavia

Ladispoli – Palude di Torre Flavia


Segue il Laghetto del Parco degli Acquedotti, uno dei polmoni verdi del quadrante sud-est della città di Roma, che si estende per circa 240 ettari e dal 1988 fa parte del Parco Regionale Suburbano dell’Appia antica. È un vero e proprio crocevia della rete idrica dell’antica Roma con gli imponenti resti di sei degli undici acquedotti che resero celebre la città: Anio Vetus, Marcia, Tepula, Iulia, Claudio e Anio Novus, con l’aggiunta dell’acquedotto Felice, ancora in uso per l’irrigazione. Ai margini del condotto di quest’ultimo, una diramazione alimenta un laghetto, in cui sono proliferate flora e fauna ma che negli ultimi anni si è molto impoverito. Il comitato “Retake Roma Parco degli Acquedotti”, che evidenzia la necessità di attuare una tutela costante di questo eccezionale paesaggio storico, partecipa al censimento I Luoghi del Cuore 2024 con un interesse particolare per l’area del laghetto, il cui sistema idrico andrebbe recuperato appieno, dalla presa d’acqua dall’acquedotto Felice all’emissione in un torrente. 

Segue la Palude di Torre Flavia, che copre un’area umida di 48 ettari lungo la costa tra Cerveteri e Ladispoli (RM). Questa zona è fondamentale per la protezione degli uccelli migratori e conserva una delle ormai rare testimonianze dell’antico paesaggio costiero laziale, con le sue dune sabbiose e i laghetti. La palude è in parte separata dal mare da una sottile striscia di sabbia. I resti della Torre Flavia, ora isolati a causa dell’erosione, sono accessibili tramite un molo artificiale. Nonostante le difficoltà dovute alla bonifica e all’urbanizzazione, un impianto di piscicoltura sostenibile aiuta a mantenere l’ecosistema nel suo complesso e anche per questo motivo l’area è designata come Zona di protezione speciale e fa parte della Rete natura 2000, a sottolineare l’importanza della conservazione della biodiversità. Il comitato “I Custodi della palude di Torre Flavia” si è attivato al censimento per sollecitare una maggiore tutela e valorizzazione.  


Roma - Pineta Sacchetti

Roma – Pineta Sacchetti


Sempre in alta classifica, troviamo il Ninfeo o Teatro delle Acque di Villa Torlonia a Frascati (RM), un capolavoro architettonico realizzato grazie alla collaborazione di tre architetti: Flaminio Ponzio, già progettista della Fontana dell’Acqua Paola sul Gianicolo, Carlo Maderno e Giovanni Fontana. Il Teatro delle Acque, ancora oggi ben conservato – a differenza della villa, distrutta nei bombardamenti del 1943 – si caratterizza per l’estetica raffinata e la complessa ingegneria idraulica: l’acqua della peschiera superiore viene incanalata lungo vasche digradanti, per poi zampillare dalla bocca di un grande mascherone alla base della scalinata principale. Le scalinate laterali, in forte pendenza, creano un collegamento tra l’area della peschiera e i piani inferiori. Acquistata da Scipione Borghese, la villa passò quindi alla famiglia Altemps e, successivamente, ai Ludovisi, sotto la cui direzione il ninfeo venne abbellito e ampliato dal Maderno, che aggiunse la facciata del ninfeo, arricchita da statue e nicchie, di grande impatto scenografico. Il comitato “Uniti per il Teatro delle Acque di Villa Torlonia” partecipa al censimento per sottolineare la necessità di alcuni interventi: oltre a una generale pulizia, l’installazione di un sistema di ricircolo delle acque per ridurre gli sprechi e garantire un funzionamento costante e il miglioramento dell’illuminazione notturna per valorizzare i giochi d’acqua. 

Ampiamente segnalato anche il fiume Farfa che attraversa la Sabina a Rieti. Il Farfa rappresenta molto più di un semplice corso d’acqua affluente della riva sinistra del Tevere perché ha sempre segnato la storia di questo territorio. Citato nell’”Eneide” da Virgilio con il nome di Fabaris, Ovidio lo menziona invece come Farfarus nelle sue opere. Sulle sponde del fiume, sotto il Monte Acuziano, fu fondata nel VI secolo l’abbazia che porta il suo nome, divenuta un importante centro di potere e ricchezze durante il Medioevo. Le acque del Farfa, ricche di pesci, scorrono attraverso vari comuni e sono cruciali per l’approvvigionamento idrico di Roma, con la sorgente di Le Capore a Frasso Sabino, che fornisce oltre 4.000 litri al secondo all’acquedotto del Peschiera. Il fiume ha poi modellato il paesaggio circostante, creando luoghi suggestivi come le Gole del Farfa ed è connotato dai segni del suo sfruttamento storico, come i ruderi di antichi mulini e frantoi. La sezione finale del fiume, da Granica in poi, è protetta dalla Riserva Naturale Regionale Tevere-Farfa, la prima riserva naturale regionale d’Italia, istituita nel 1979. Il fiume Farfa, quindi, è un connubio di storia e natura, essenza della Sabina: per questo motivo il comitato “Per il Farfa Luogo del Cuore” si sta impegnando a sostenerlo nel censimento, promuovendone la salvaguardia in tutto il suo corso e una gestione ottimale. 

Torna a essere votata, dopo i censimenti 2018 e 2020, la Chiesa di S. Giuda Taddeo a Gaeta (LT). Percorrendo la via Angioina a Gaeta, una strada stretta e quasi ferma nel tempo, fortemente evocativa di atmosfere medievali e ottocentesche, si incontra la piccola chiesa che, nonostante l’attuale stato di precaria conservazione, si distingue ancora per l’elaborata decorazione architettonica ispirata allo stile gotico. In posizione dominante, l’edificio spicca nel panorama della città osservata dal golfo antistante. La sua costruzione è frutto di una trasformazione, realizzata tra il 1855 e il 1856, della più antica chiesa di S. Onofrio e della canonica annessa, la cui proprietà da parte dell’Istituto gaetano di assistenza e beneficenza della SS. Annunziata è documentata fin dal 1489. La scelta dello stile neogotico è da mettersi in relazione con il restauro del vicino grande tempio di S. Francesco d’Assisi, realizzato dal Capitano del Genio militare borbonico Giacomo Guarinelli – autore del progetto della stessa chiesa – per volere del re Ferdinando II di Borbone. Il piccolo ed elegante edificio, in disuso da molti anni, rischia di crollare per la fatiscenza delle strutture e di subire trasformazioni che potrebbero snaturarne totalmente l’identità. Si auspica quindi un accurato restauro, in grado di restituire al monumento il suo valore di testimonianza di uno stile architettonico e di un’epoca storica di grande importanza per la città di Gaeta e per tutta l’Europa. 

Fai – Fondo per l’Ambiente Italiano 


A meno di due mesi dal lancio del 12esimo censimento de “I Luoghi del Cuore”, promosso dal FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo, la partecipazione di chi ama il patrimonio di storia, arte e natura dell’Italia e desidera salvaguardarlo è straordinaria. Già 450.000 voti online e cartacei sono stati raccolti finora (il voto prosegue fino al 10 aprile 2025 su iluoghidelcuore.it e mediante i moduli cartacei scaricabili dal sito): uno dei migliori risultati iniziali mai registrati in vent’anni di programma. Migliaia di persone hanno segnalato ad oggi oltre 20.000 luoghi e molti si stanno unendo per promuovere la raccolta voti; partecipano associazioni ed enti già costituiti, dalle Pro Loco a realtà culturali ben radicate sui territori, come pure comuni, parrocchie e scuole, ma nascono anche molti gruppi e comitati ad hoc, spesso ampiamente partecipati dalla società civile: sono 105 quelli attivi al momento, presenti in 18 regioni. Una mobilitazione virtuosa e carica di ottimismo, che anima ogni angolo del paese – la prima regione per numero di voti raccolti finora è la Lombardia, seguita da Puglia e Veneto – e coinvolge adulti e ragazzi, italiani e stranieri, ovvero chiunque abbia a cuore un luogo e voglia fare la propria parte per contribuire a salvarlo, curarlo, valorizzarlo e dargli un futuro.

Sul podio provvisorio dei luoghi più votati ci sono la scuola militare Nunziatella a Napoli, fondata nel Settecento e tra le più antiche al mondo, e la sua chiesa, realizzata nel Cinquecento e rimaneggiata nel 1736 dall’architetto Ferdinando Sanfelice, un gioiello del Rococò napoletano che oggi necessita di alcuni restauri; la Fontana antica di Gallipoli (LE), con la pregevole facciata di età rinascimentale, riccamente decorata con scene tratte dalla mitologia classica, votata affinché possa essere protetta dalle intemperie e conservata; la cinquecentesca Chiesa di San Giorgio nel borgo di Tellaro a Lerici (SP), affacciata sul Golfo dei Poeti e incastonata tra le scogliere, nel contesto di un paesaggio che per secoli è stato fonte di ispirazione per artisti, scrittori e intellettuali, ora bisognosa di interventi di consolidamento e recupero. Ancora, al quarto posto della classifica provvisoria si trova il Castello di Feltre (BL), imponente fortilizio che sin dal XII secolo domina sul centro abitato, utilizzato a fini militari fino al Cinquecento quando divenne sede del Consiglio comunale, segnalato da molti che lo vorrebbero maggiormente tutelato e valorizzato. Il quinto posto è per Villa Bonelli a Barletta (BT), dimora privata di inizio Ottocento in stato di abbandono e degrado: un tempo luogo di aggregazione, perché alla villa era annessa una cappella aperta ai fedeli, i suoi sostenitori vorrebbero recuperarla e restituirla alla comunità.

Ecco i luoghi ai primi posti della classifica provvisoria (descrizioni nella scheda a seguire): Scuola militare e Chiesa della Nunziatella a Napoli; Fontana Antica di Gallipoli (LE); Chiesa di San Giorgio nel borgo di Tellaro a Lerici (SP); Castello di Feltre (BL); Villa Bonelli a Barletta (BT); Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina a Monte Quisquina (AG); Faro di Mangiabarche a Calasetta (SU); Acqui e l’Acquese ad Acqui Terme (AL); Grotta del Cervo, riserva naturale Grotte di Pietrasecca a Carsoli (AQ); Pian della Mussa a Balme (TO).

Tra i luoghi più votati a oggi ci sono, ancora, complessi religiosi, borghi, aree agricole, ferrovie storiche, parchi urbani e, addirittura, beni insoliti come un piroscafo a vapore della fine degli anni Venti, ormeggiato sul Lago d’Iseo, un albergo in legno nella Sila catanzarese, oggi abbandonato ma testimone di un importante passato turistico per questa zona di montagna, ma anche la porta di una cattedrale medievale e un piccolo museo che racconta una curiosa tradizione secolare di lavorazione della pietra. Moltissimi, e posizionati anche in alta classifica, i luoghi ambientali, a testimonianza di quanto la tutela della natura sia un’esigenza capace di mobilitare sempre più persone.

La classifica provvisoria rispecchia la vastità e la sorprendente varietà del patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano e i numeri registrati finora mostrano che da nord a sud della Penisola, dalle grandi città ai piccoli paesi, dalle pendici delle Alpi fino al Mar Mediterraneo, “I Luoghi del Cuore” si afferma sempre di più come un concreto ed efficace strumento a disposizione delle comunità per valorizzare, e addirittura rivitalizzare, i propri territori. Il programma, infatti, interviene non solo attraverso il sostegno diretto a favore di alcuni luoghi – quest’anno i contributi messi a disposizione per il sostegno ai progetti salgono a 600.000 euro in totale e il primo classificato si aggiudica 70.000 euro, il secondo 60.000 euro, il terzo 50.000 euro – ma anche grazie alla capacità di innescare processi virtuosi che portano a positivi impatti economici, sociali, culturali e ambientali.

Come ha evidenziato la ricerca sulla Valutazione d’impatto del programma I Luoghi del Cuore – curata da Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura in occasione del ventennale dell’iniziativa del FAI e presentata a settembre – l’effetto benefico del programma è tangibile non solo per i luoghi vincitori, bensì anche per i luoghi che raccolgono almeno 2.500 voti e che, dopo ogni censimento, vengono selezionati come beneficiari di un contributo previa presentazione di un progetto di restauro o valorizzazione all’apposito Bando. In particolare nei territori più fragili, nei piccoli Comuni e nelle aree interne, “I Luoghi del Cuore” è in grado di supportare e stimolare, a partire dal sostegno a un luogo amato dalla comunità su cui insista un progetto meritevole, un decisivo sviluppo di politiche sociali ed economie locali, portando innovazione e nuova conoscenza.

Candidate e votate i luoghi che volete proteggere e valorizzare sul sito www.iluoghidelcuore.it

Dal 2004 Intesa Sanpaolo affianca il FAI in questa iniziativa a favore della tutela e della valorizzazione delle bellezze artistiche e naturali del paese, ambito che vede il gruppo impegnato in prima persona. A questo si aggiunge la capillare diffusione sul territorio italiano che asseconda la presenza ben distribuita della banca in tutte le regioni italiane.

Il censimento è realizzato con il patrocinio del ministero della Cultura.

Anche in occasione della XII edizione del censimento “I Luoghi del Cuore”, Rai conferma l’impegno del servizio pubblico multimediale alla promozione, cura e tutela del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico italiano. Rai è Main media partner del FAI e supporta l’edizione del Censimento 2024 anche grazie alla collaborazione di Rai per la Sostenibilità ESG.


 

I luoghi ai primi posti della classifica provvisoria dopo l’inserimento dei primi voti cartacei arrivati al Fai 

Classifica provvisoria completa su www.iluoghidelcuore.it

Scuola militare e Chiesa della Nunziatella a Napoli

La prestigiosa Scuola, tra i più antichi istituti di formazione militare del mondo, venne fondata nel 1787 da re Ferdinando IV di Borbone con l’intento di creare un’istituzione innovativa, capace di curare la formazione culturale, fisica e caratteriale degli ufficiali. Ebbe da subito sede nell’ex noviziato dei Gesuiti, costruito nel 1587 sulla collina di Pizzofalcone. Il complesso, che spicca nel profilo di Napoli per la sua imponenza e per la colorazione rosa acceso, tanto da essere conosciuto anche come Rosso Maniero, è detto della Nunziatella dall’annessa chiesa dedicata alla Santissima Annunziata. Quest’ultima, realizzata nel 1588 per i Gesuiti, fu profondamente rimaneggiata da Ferdinando Sanfelice nel 1736, che la trasformò in un gioiello del Rococò napoletano, ricca di stucchi, dipinti e decorazioni in marmi policromi. I voti vengono raccolti dai Militari, con un’ampia partecipazione anche degli ex allievi, con l’intento di accendere l’attenzione sulla chiesa, che necessita di alcuni restauri. 

Fontana Antica di Gallipoli (LE)

Costruita probabilmente in epoca rinascimentale, la Fontana Antica di Gallipoli, simbolo storico e culturale della città, fu a lungo ritenuta la più antica d’Italia, con una presunta origine nel III secolo a.C. Inizialmente situata nella zona delle terme gallipolitane, chiamata “Fontanelle”, fu successivamente spostata nel 1765 nella posizione attuale, accanto all’ingresso dell’isola del centro storico. La facciata principale, decorata con quattro cariatidi che sorreggono l’architrave, presenta scene delle “Fatiche di Ercole” e rappresentazioni mitologiche delle metamorfosi di Dirce, Salmace e Biblide. Le sculture in bassorilievo, con iscrizioni latine, richiamano appieno l’arte classica che ispira il monumento. Nella parte inferiore, tre vasche sorrette da putti raccoglievano l’acqua, utilizzata anche per abbeverare gli animali. Negli anni Cinquanta, veniva ancora prelevata da botticelle per famiglie prive di acqua corrente. Il Comitato “Fontana Antica di Gallipoli” partecipa al censimento per far sì che il monumento venga votato come simbolo cittadino, da continuare a proteggere.  

Chiesa di San Giorgio nel borgo di Tellaro a Lerici (SP)

Da sempre ispirazione per letterati e artisti affascinati dai vicoli che conducono a scorci nascosti e dalle case color pastello che si riflettono sul mare, Tellaro, inserito nella splendida cornice del Golfo dei Poeti, mantiene intatto il suo fascino. Al centro del borgo si erge la Chiesa di San Giorgio, costruita nel XVI secolo su una precedente fortificazione genovese. Il borgo e la Chiesa di San Giorgio vengono votati al censimento FAI “I Luoghi del Cuore” per sensibilizzare il pubblico e raccogliere fondi per il restauro dell’edificio: la chiesa necessita del rifacimento del tetto, del restauro degli altari e dei marmi e di interventi sugli impianti di sicurezza. Promuove la campagna il Comitato “Insieme per Tellaro”, nato per rispondere al bisogno collettivo di proteggere e valorizzare il patrimonio culturale del comune. 

Castello di Feltre (BL)

Sin dalla sua costruzione nel XII secolo, il Castello di Feltre ha dominato il centro abitato, simbolo del potere del vescovo conte sulla comunità feltrina. Durante il XIV secolo ospitò guarnigioni militari sotto diversi signori, tra cui gli Scaligeri e gli Asburgo. Dopo l’incendio del 1510, la comunità si riappropriò per un breve periodo del castello, trasformando il salone principale in sede del Consiglio della Comunità, abbellito con affreschi. Anche dopo la fine dell’uso militare, il “Campanon” del castello continuò a scandire la vita cittadina, mentre l’orologio regolava il commercio. Oggi il castello, che necessita di restauri urgenti, è sostenuto dal comitato “Il Castello di Feltre Luogo del Cuore FAI”. Tra gli interventi richiesti ci sono la riparazione del tetto, il miglioramento degli accessi e la valorizzazione del verde pubblico.

Villa Bonelli a Barletta (BT)

La storia di Villa Bonelli, situata in un’area semi-periferica di Barletta, affonda le radici nel tardo Settecento, quando qui si ergeva una Torre Palica, trasformata poi in residenza di villeggiatura. La villa ha assunto la sua attuale forma neoclassica grazie agli interventi di Giuseppe Bonelli agli inizi del XIX secolo, che inclusero anche la costruzione di una cappella pubblica, ancora oggi visibile. Nei decenni successivi, l’edificio fu progressivamente abbandonato e durante la Seconda Guerra Mondiale divenne quartier generale delle forze alleate. Dopo la donazione della proprietà al Comune nel 1979, la villa cadde in uno stato di degrado avanzato, pur essendo incastonata in un giardino all’inglese ancora oggi parzialmente fruibile dal pubblico. Di particolare valore storico-artistico sono le decorazioni interne, tra cui la “Sala delle Feste” in stile pompeiano e la “Sala della Disfida”, decorata da Geremia Di Scanno con scene che evocano momenti storici e paesaggi del tempo. Oggi, il comitato “Villa Bonelli Barletta” promuove la raccolta voti al censimento del FAI per salvaguardare questo prezioso esempio di architettura e storia, affinché venga finalmente restaurato e restituito alla comunità.

Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina a Monte Quisquina (AG)

L’Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina, nel cuore dei Monti Sicani, è immerso in una foresta di querce secolari: il termine “Coschin”, da cui trae origine il nome della località, significa infatti “oscurità” o “luogo in ombra”. Il sito ha un’importante storia spirituale legata a Santa Rosalia, che qui visse come eremita. La struttura attuale, edificata nel 1772 grazie a donazioni di fedeli, è un complesso monastico che protegge la grotta sacra, recante un’antica epigrafe che testimonia la vita di devozione della Santa. Ogni anno, la prima domenica di giugno, è al centro di una grande festa che coinvolge l’intera comunità. Il comitato I Luoghi del Cuore di Santo Stefano Quisquina si sta impegnando a preservare questo patrimonio storico, bisognoso di urgenti interventi di sicurezza e manutenzioni straordinarie, promuovendo l’Eremo al censimento “I Luoghi del Cuore” 2024, con l’aiuto della locale Pro Loco.

Faro di Mangiabarche a Calasetta (SU)

Il Faro di Mangiabarche si trova a Calasetta, nell’area del Sulcis, nell’estremo sudovest della regione. Costruito nel 1935 su una vasta secca con scogli affioranti pericolosi per la navigazione – come preannuncia lo stesso nome del faro – si erge a circa 400 metri dalla costa occidentale dell’isola di Sant’Antioco. Inserito qualche anno fa, unico in Italia, dalla rivista “Sette” tra i 12 fari più caratteristici del mondo, è diventato un luogo iconico non solo per gli abitanti, ma anche per i turisti. Oltre alla sua valenza paesaggistica, conserva ancora l’importante funzione per cui è nato, ma proprio la sua collocazione in mare, con una forte esposizione all’erosione tanto dell’acqua quanto del vento, ne rende difficoltosa la conservazione. Il Faro di Mangiabarche viene quindi votato al censimento “I Luoghi del Cuore” per sensibilizzare sull’urgenza di interventi di manutenzione. 

Acqui e l’Acquese ad Acqui Terme (AL)

L’Acquese è il territorio che prende il nome dalla sua “capitale”, Acqui Terme, antico centro termale romano, famoso per le sorgenti di acqua calda. Oltre a questo, la zona è conosciuta grazie al suo patrimonio storico e architettonico: spiccano l’Abbazia cistercense di Tiglieto e quella benedettina di Santa Giustina a Sezzadio, fondata nel 722 d.C. Il territorio, dominato da colline e monti dolci, è attraversato dal fiume Bormida e ospita i resti di un antico acquedotto romano. Acqui Terme, con origini che risalgono al Neolitico, custodisce importanti vestigia del passato romano e medievale, come il Castello dei Paleologi e la Cattedrale di Santa Maria Assunta, al cui interno si ammira il prezioso Trittico della Madonna di Montserrat. La raccolta voti è promossa dai comitati “Anima Acquese” e “Balestrieri Oriundi genovesi” con l’obiettivo di stimolare la conoscenza del territorio al fine di preservarne le valenze ambientali e culturali.

Grotta del Cervo – Riserva naturale di Pietrasecca a Carsoli (AQ)

Il concrezionamento, cioè il processo di formazione di stalattiti e stalagmiti, della Grotta del Cervo a Pietrasecca di Carsoli è iniziato circa 850.000 anni fa, ma la cavità fu scoperta solo nel 1984. Era però certamente frequentata in epoca antica, perché al suo interno sono state rivenute ossa di cervo pleistocenico, ma anche monete romane del IV-V secolo. Nel 2024 la grotta, che si estende per 2500 metri, con un dislivello di 70 metri, festeggerà il 40° anniversario della scoperta fatta da 14 speleologi romani, chiamati “I 14 dell’Ovito”. Visitabile tutto l’anno, la grotta offre tre percorsi (facile, allagato e speleologico), con attrezzatura fornita ai visitatori e guide ambientali, che permettono di scoprire le concrezioni candide, di varia forma e struttura. Gli Amici della Grotta del Cervo, gruppo spontaneo nato in occasione de “I Luoghi del Cuore”, partecipano al censimento con l’auspicio di rendere il luogo sempre più noto e valorizzato, con un sistema di illuminazione e infrastrutture per proteggere il pavimento fossile e migliorare l’accessibilità. La grotta fa parte della Riserva Naturale Speciale Grotte di Pietrasecca, istituita nel 1992, un importante Sito di Interesse Comunitario: i monti che ospitano la Riserva rappresentano infatti una delle più interessanti ossature carbonatiche dell’Appennino centrale, particolarmente ricchi di fenomeni carsici.

Pian della Mussa a Balme (TO)

Il Pian della Mussa è un vasto pianoro lungo oltre 2 km formatosi dal riempimento di un lago glaciale; da qui nasce il fiume Stura di Lanzo, affluente del Po, mentre il panorama è dominato dalle imponenti cime delle Valli di Lanzo, tra cui la Bessanese e la Ciamarella. Questo luogo è stato tradizionalmente utilizzato come pascolo estivo fin dall’epoca romana e rappresenta uno dei primi siti in cui è stato sperimentato lo sci in Italia. Durante la Resistenza, il Pian della Mussa divenne rifugio per i partigiani, segnato da scontri significativi. Inoltre, il pianoro ospita l’acquedotto omonimo, inaugurato nel 1922 e oggi fonte d’acqua anche per la Stazione Spaziale Internazionale: in particolare, quella di Pian della Mussa è l’acqua destinata agli astronauti americani. Durante l’estate, il pianoro è un paradiso per gli escursionisti, mentre in inverno attrae ciaspolatori e scialpinisti. Non mancano avvistamenti di stambecchi e marmotte, che rendono la zona ancora più affascinante per gli amanti della natura. Il Pian della Mussa viene votato come luogo da conoscere e proteggere.

Fai – Fondo per l’Ambiente Italiano


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