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Mafia turca, patteggia e torna in libertà col divieto di espatrio uno dei sodali del boss Baris Boyun

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Mafia turca - A Viterbo la cattura del boss Baris Boyun

Mafia turca – A Viterbo la cattura del boss Baris Boyun

Samuele De Santis

Samuele De Santis

Viterbo – Mafia turca, fuori dal maxiprocesso al via il 3 febbraio davanti alla corte di assise di Milano uno dei presunti sodali del boss Baris Boyun, che ha patteggiato 4 mesi, 20 giorni e 1334 euro di multa ed è stato rimesso in libertà anche se dovrà restare in Italia.

È uno dei 18 arrestati lo scorso 22 maggio, giorno del blitz che ha portato in carcere il boss Baris Boyun e 17 presunti sodali, accusati di finanziare il terrorismo internazionale attraverso il traffico di armi e stupefacenti, per i quali la settimana scorsa è stata accolta la richiesta di giudizio immediato della direzione distrettuale antimafia di Milano.

Si tratta di Nadir Kok, un 34enne turco, arrestato sei mesi fa a Vetralla, accusato in concorso con il connazionale Fikri Fatih Cancin di 42 anni della detenzione nell’abitazione di quest’ultimo di un’arma comune da sparo, precisamente una Glock Mod.30 gen. 4 calibro 45 con relativo caricatore, oltre ad un ulteriore caricatore per pistola dello stesso modello con relativo munizionamento.

A seguito della notifica del decreto di giudizio immediato, conseguente alla chiusura delle indagini, il difensore e procuratore speciale Samuele De Santis del foro di Viterbo ha chiesto per il 34enne di patteggiare una pena di 4 mesi, 20 giorni e 1334 euro di multa, con il consenso del pubblico ministero milanese Bruna Albertini, chiedendo al gip Bruno Crepaldi la liberazione dell’imputato in quanto “il tempo trascorso in custodia presso la casa circondariale di Mammagialla supera di gran lunga la pena”. E ancora ” sono da ritenersi in parte sopite le ragioni per le quali la cautela era stata applicata, essendo ad oggi sufficiente a contenere il pericolo di fuga la misura del divieto di espatrio”.

La richiesta è stata accolta ieri dal gip nonostante il parere contrario del pm e l’imputato è stato quindi rimesso in libertà, anche se con l’applicazione della misura del divieto di espatrio, prescrivendo di non lasciare il territorio dello stato e disponendo il ritiro del passaporto e degli altri documenti di identità validi per l’espatrio. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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