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Viterbo – (sil.co.) – Maxi rissa della primavera scorsa al Sacrario, agli arresti domiciliari dal 19 novembre il viterbese di 36 anni Paolo Trabalzi, che ha patteggiato una condanna a otto mesi di reclusione con lo sconto di un terzo della pena del rito.
Per il violento episodio avvenuto in pieno centro nel tardo pomeriggio dello scorso 26 aprile, quando la piazza era affollata di gente tra cui si sparse il panico, Trabalzi fu arrestato assieme al 47enne viterbese Alessio Denocenti e al 33enne d’origine afgana Hosseini Mohammad. Quest’ultimo, difeso dagli avvocati Marco Valerio Mazzatosta e Luca Ragonesi, si appresta anche lui a patteggiare una pena di otto mesi. È invece in corso col rito ordinario, davanti al giudice Giovanna Camillo, il processo al 47enne, difeso dall’avvocato Luigi Mancini.
Martedì scorso, nel frattempo, i carabinieri hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di detenzione domiciliare sostitutiva nei confronti di Trabalzi, per il coinvolgimento nella violenta rissa di sette mesi fa, per sedare la quale ed evitare il peggio fu fondamentale il tempestivo intervento delle pattuglie del nucleo operativo e radiomobile e della questura.
La rissa, scaturita per motivi banali, ha visto coinvolti due nuclei familiari e si è rapidamente trasformata in un episodio di violenza incontrollata. Le forze dell’ordine, allertate da un privato cittadino, hanno fermato i protagonisti dell’incidente, recuperando e sequestrando strumenti usati durante la colluttazione, tra cui un martello da carpentiere e una mazza da baseball.
L’episodio ha assunto toni particolarmente gravi quando uno dei partecipanti avrebbe cercato di investire deliberatamente con il proprio veicolo uno dei suoi avversari, un giovane coinvolto nella rissa. Le indagini condotte dal nucleo operativo e radiomobile hanno determinato che l’uomo arrestato dovesse essere sottoposto a detenzione domiciliare.
La violenza di quella serata ha richiamato l’attenzione delle forze dell’ordine, che hanno garantito un intervento rapido, considerando la frequentazione quotidiana della piazza da parte di molti cittadini viterbesi, in particolare nell’area del Sacrario, che è un punto nevralgico del centro cittadino.
Multimedia: Fotogallery: Maxirissa al Sacrario – Video: Spranghe, botte e vetri rotti… gli scontri al Sacrario
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

