Viterbo – “Il garantismo non di facciata espresso dal Pd si è dimostrato la linea più corretta”. Alvaro Ricci (Pd) rivendica la scelta portata avanti per quanto riguarda l’inchiesta della procura sulla cena in casa Bruzziches. Inchiesta sfociata nel non luogo a procedere per la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini. Per loro l’accusa formulata dai pm era di minaccia a corpo politico.
Chiara Frontini con Fabio Cavini
Ricci, giovedì prossimo ritiene che la sindaca darà comunicazione ufficiale. “Una volta ascoltata – continua Ricci- ci riserveremo d’intervenire. La sola cosa a caldo che mi viene è riferita al consiglio comunale. Occorre sempre cautela e garantismo. Quello espresso dal Pd era vero e non di facciata.
Una linea corretta, piuttosto che avventurarsi in giudizi sommari. La prudenza era d’obbligo e questo vale per qualsiasi avversario politico, noi non abbiamo nemici”.
Dal canto suo, Laura Allegrini non commenta: “Delle questioni giudiziarie se ne prende atto, non si commentano”. Anche se un’idea politica ovviamente ce l’ha, ma preferisce tenerla per sé. Si spinge poco oltre, Luisa Ciambella (Per il bene comune): “La mia cultura politica mi porta a rispettare le sentenze e a non a giudicarle, per cui ne prendiamo atto.
Per come la vede Per il bene comune, siamo all’opposizione e vogliamo essere in grado di farla sulle battaglie politiche e l’inadeguatezza dell’amministrazione Frontini”.
Era poco interessato alla sentenza prima e lo è anche ora Andrea Micci (Lega).
“La posizione che ho è sempre la stessa – osserva Micci – e ribadita in consiglio comunale, via social e sulla stampa. A me della vicenda giudiziaria non interessava prima e non interessa adesso. Ho sostenuto che quelle frasi, dette durante la cena in casa Bruzziches, manifestassero, e secondo me manifestano, un modo d’amministrare e di concepire l’amministrazione che non sono consoni né al sindaco di un capoluogo di provincia né tantomeno alla lista civica-politica che la sostiene”.
Il tribunale non c’entra, c’entrano le registrazioni della famosa cena con il consigliere Bruzziches e la moglie. “Frasi e modo di fare che sono completamente inidonee per un sindaco di un capoluogo. Manifestano la completa inadeguatezza che dovrebbe portare alle dimissioni. Dopodiché, se costituiscano o meno reato se siano o meno reato non non mi interessava prima non spettava a me dirlo prima, non sta a me dirlo adesso”, conclude Micci.
Mai sentite parole simili, secondo Giulio Marini (FI Udc Fondazione).
“Come principio non mi aspetto mai di risolvere i problemi politici con atti di natura giudiziaria – precisa Giulio Marini – quindi, nel rispetto del giudizio e in attesa delle motivazioni è difficile fare valutazioni.
Però, come avuto modo di dire, parole simili non le ho mai sentite e mai usate verso qualcuno o per qualcosa. La politica, quella seria, agisce nell’ambito del proprio perimetro.
Faccio un esempio: il 28 agosto 2012 un gruppo di maggioranza della mia coalizione votò contro il bilancio. Cosa accadde? La non approvazione in quella seduta dell’atto amministrativo, nient’altro. Non ci furono né parole gettate al vento né altro.
C’è lo strumento delle dimissioni dei consiglieri e dei voti contrari, questi sono i perimetri. Mi auguro che quest’esperienza negativa sia di monito a tutti e specialmente a chi vuole costruire il futuro della città di Viterbo”.
Giuseppe Ferlicca
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