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Ronciglione – Il popolare attore morì sul colpo una sera d’autunno di sette anni fa mentre era a bordo del suo scooter.
Il processo è ripreso ieri con la testimonianza di uno degli automobilisti coinvolti nel drammatico schianto costato la vita nel 2019 a Paco Fabrini, il popolare attore, noto al grande pubblico per avere recitato accanto a Tomas Milian, interpretando il popolare personaggio di Rocky, il figlio di Nico Giraldi.
Sul banco dei testimoni il conducente già condannato per omissione di soccorso, mentre è tuttora in corso il processo per omicidio stradale all’altro automobilista.
Il tragico sinistro è avvenuto a Ronciglione, dove da anni Fabrini viveva con moglie e figli e dove faceva il cuoco e il pizzaiolo, all’incrocio tra la Cassia bis e la tangenziale, verso mezzanotte, la notte tra sabato 12 e domenica 13 ottobre 2017.
La vittima, che aveva 46 anni, viaggiava a bordo del suo scooter Scarabeo in località Casalino, all’incrocio tra viale della Resistenza e viale San Francesco d’Assisi, quando è stato tamponato da una Clio, decedendo sul colpo a causa delle gravissime lesioni riportate nella violenza dell’impatto.
Imputato di omicidio stradale davanti al giudice Jacopo Rocchi un 41enne del capoluogo
Ieri è stata la volta del 38enne P.D.M., per il quale il pm Massimiliano Siddi, titolare del fascicolo, aveva chiesto il rinvio a giudizio per non essersi fermato a prestare soccorso a Fabrini, carambolato con il motorino contro la sua Audi Q3 in seguito al tamponamento.
L’uomo, difeso dall’avvocato Remigio Sicilia, ha definito da tempo la sua posizione, uscendo dal processo patteggiando, con lo sconto di un terzo, sei mesi di reclusione con sospensione della pena per omissione di soccorso.
“Ho sentito un forte botto dietro la macchina, a bordo della quale viaggiavo con due amici. Mi sono fermato dopo qualche minuto, per capire cosa fosse stato. Io e il passeggero che era davanti siamo scesi e abbiamo visto, nel buio, un uomo a terra, mentre l’amico che era dietro non è potuto scendere perché lo sportello di sinistra era stato danneggiato e si era bloccato, mentre dall’altro lato c’era il seggiolino di mio figlio”, ha spiegato.
Al termine dell’udienza, il processo è stato rinviato a giugno per sentire il medico legale Mariarosaria Aromatario e l’esame dell’imputato.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.



