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Amsterdam – Dopo la partita Ajax-Maccabi, esplode la violenza nelle strade di Amsterdam. Decine di tifosi israeliani aggrediti da bande armate, polemiche sulla mancata protezione della polizia. Le scuse del premier olandese e del re, Netanyahu indignato: “Un nuovo pogrom”.
Ad Amsterdam, l’anniversario della Notte dei Cristalli è stato macchiato da violenti attacchi contro tifosi israeliani, presenti in città per la partita di Europa League tra l’Ajax e il Maccabi Tel Aviv. Bande filo-palestinesi hanno colpito in scooter e a piedi, armate di bastoni e coltelli, prendendo di mira i supporter del Maccabi, identificati come “bersagli” per una ritorsione legata al conflitto in Gaza. “La polizia ci ha abbandonati, lasciandoci nelle mani delle bande” ha denunciato un tifoso ferito. Le tensioni diplomatiche sono subito esplose, con re Guglielmo Alessandro e il premier olandese costretti a scusarsi pubblicamente.
Violenza senza controllo: la comunità israeliana sotto attacco
Questa escalation ha sconvolto Amsterdam, riportando alla memoria momenti bui della storia europea. “Una vera caccia all’ebreo”, così hanno definito la notte molti testimoni, riferendosi ai continui attacchi e alle intimidazioni subite dai supporter del Maccabi, molti dei quali sono stati picchiati, derubati e spinti nei canali. “L’Europa non può permettere che si ripetano simili persecuzioni”, ha dichiarato il leader della destra olandese, Geert Wilders, mentre il primo ministro Dirk Schoof ha definito l’accaduto “una vergogna per il nostro Paese”.
Le violenze hanno portato a un bilancio drammatico: oltre trenta feriti, di cui cinque gravi, e almeno sessantadue arresti. In un clima di paura e caos, per alcune ore si è temuto che alcuni israeliani fossero stati rapiti, finché non si è scoperto che erano stati derubati dei cellulari e non potevano chiedere aiuto.
Provocazioni e tensioni: quando il calcio accende il conflitto
Le violenze seguono un crescendo di tensioni legate al conflitto arabo-israeliano. Il giorno prima della partita, alcuni sostenitori del Maccabi avrebbero incendiato una bandiera palestinese e intonato cori offensivi contro la comunità araba. Peter Holla, capo della polizia di Amsterdam, ha sottolineato che entrambe le fazioni hanno esacerbato la situazione. Tuttavia, gli attacchi successivi, mirati a chiunque fosse israeliano, hanno travolto anche famiglie e civili.
Femke Halsema, sindaca di Amsterdam, ha deciso di vietare manifestazioni e rafforzare i controlli, dichiarando le aree a rischio per cercare di contenere la situazione. “Questi attacchi organizzati ricordano i pogrom della storia europea”, ha dichiarato Halsema, pur senza fare riferimento alle origini degli aggressori.
Le reazioni di Israele e dell’Europa: indignazione e solidarietà
La reazione in Israele è stata immediata e dura. Sono stati organizzati voli di emergenza per riportare i tifosi del Maccabi a casa, mentre i ministri israeliani Gideon Saar e Amir Ovadia si sono recati personalmente in Olanda per verificare le condizioni dei connazionali. “È come rivivere la Notte dei Cristalli”, ha commentato il premier Benjamin Netanyahu, aggiungendo che “l’antisemitismo minaccia non solo il popolo ebraico, ma tutto l’Occidente”.
Anche il re d’Olanda, Guglielmo Alessandro, si è scusato con la comunità israeliana, dichiarando: “Abbiamo fallito nel proteggere gli ebrei durante la Seconda guerra mondiale e, purtroppo, abbiamo fallito di nuovo”. Dure condanne sono arrivate da diversi leader europei, tra cui la presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, che ha definito l’accaduto “un chiaro segnale di antisemitismo inaccettabile”.
Una vicenda che ha sollevato interrogativi e preoccupazioni profonde per la sicurezza e la coesione sociale in Europa, in un periodo di crescenti tensioni internazionali.
