Soriano nel Cimino – Omicidio Bramucci, chiesto l’ergastolo per la moglie mandante dell’uccisione del marito, la sorella, il cognato e il sicario Bacci. Chiesti 24 anni per i sicari La Pietra e 18 anni per il killer mancato Pizzuti. Tutti a processo davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo.
Salvatore Bramucci e la moglie Elisabetta Bacchio
Sei gli imputati di omicidio pluriaggravato in concorso per la feroce uccisione di Salvatore Bramucci, il58enne pregiudicato per estorsione e usura freddato a colpi di pistola da un commando armato alle 8,20 di mattina di domenica 7 agosto 2022, mentre usciva in macchina dalla via dove si trova la sua abitazione, a un quadrivio nelle campagne di Soriano nel Cimino, tra le località Molinella e Sanguetta.
Omicidio Bramucci – La richiesta di pena del pm
Elisabetta Bacchio è la vedova, 47 anni, reclusa nel carcere di Civitavecchia dal 26 settembre 2023 con l’accusa di essere la mandante del delitto, pianificato con la sorella Sabrina di 50 anni e la complicità del compagno di quest’ultima, il 34enne Dan Costantin Pomirleanu, residenti a Guidonia, che avrebbero trovato e pagato il gruppo dei sicari, reclutato tra la criminalità di Ponte di Nona.
Omicidio Bramucci – La richiesta di pena del pm
Omicidio Bramucci – La richiesta di pena del pm
Presunti sicari Tonino Bacci e Lucio La Pietra, entrambi cinquantenni. A processo davanti sulla corte di assise anche il killer mancato Alessio Pizzuti, 34 anni, sostituito in corsa dal macedone 56enne Ismail Memeti, in carcere da Ognissanti, dopo il via libera della cassazione alla misura di custodia cautelare chiesta dal pm Massimiliano Siddi. È lui il settimo uomo, quello che avrebbe guidato una delle due vetture partite da Roma per portare a termine l’agguato mortale, la cui posizione è stata stralciata. Anche per lui si preannuncia il giudizio immediato.
Parti civili il fratello e la figlia della vittima: Mascia Bramucci, 37 anni, e Isolino Bramucci, 62 anni.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.



