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Omicidio Bramucci, il pm chiede 4 ergastoli e la figlia 500mila euro di risarcimento

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Soriano nel Cimino – “L’omicidio di Bramucci è stata una esecuzione”. Lo ha sottolineando ieri il pm Massimiliano Siddi in apertura di discussione, ricordando come da parte della vedova & co ci sia stato il tentativo di veicolare le indagini verso la malavita organizzata, il regolamento di conti o screzi con le vittime di usura. Elisabetta Bacchio sempre sullo sfondo, l’anima del delitto e di quella “Big Family” che avrebbe dovuto letteralmente sorgere dalle ceneri di Bramucci. 


Elisabetta Bacchio con Salvatore Bramucci

Elisabetta Bacchio con Salvatore Bramucci


Quattro ergastoli. Si è chiusa con la requisitoria degli avvocati di parte civile Antonio Filardi e Antonio Maria Carlevaro, l’udienza di ieri cominciata con la discussione del pm Massimiliano Siddi, che ha chiesto quattro ergastoli e due condanne a 18 e 24 anni di carcere per i sei imputati di omicidio premeditato in concorso. 

“Un delitto perfetto”. Che perfetto non era, perché subito gli investigatori si sono concentrati sulla famiglia. Siddi ha definito Bramucci come un criminale “carismatico”, non il tipo da cadere vittima di agguati, riconoscendo al contempo a tutti gli imputati le attenuanti generiche “per il contesto socio-culturale-economico di estremo degrado” che ha fatto da cornice alla vicenda, le cui “tessere di un mosaico molto complesso” sono state rimesse insieme dai carabinieri del nucleo investigativo. 

Millemila depistaggi. Dal motore che motore non era ai maltrattamenti che maltrattamenti non erano, dall’agendina rossa che nessuno strozzino professionista avrebbe mai tenuto in casa al tentativo di far cadere i sospetti sulla figlia Mascia, dai pancali col prosciutto ai duemila euro di cocaina alla moglie per incastrare e far tornare in carcere il marito.

Un solo movente. Quello economico-finanziario: appropriarsi prima che andasse alle Canarie del “tesoretto” di Bramucci, dagli oltre 100mila euro di orologi Rolex all’oltre mezzo milione di soldi in contanti, “sotterrati dove sapevano solo lui e la moglie”. Il 58enne è stato ucciso per i soldi. 

“Bramucci aveva forse avuto sentore”. Ha detto Siddi, rivelando che il 58enne negli ultimi tempi avrebbe registrato i familiari in casa quando lui era assente. Al fratello aveva detto di essere stato derubato di oltre centomila euro smurati da un nascondiglio che solo la moglie conosceva. In casa, insomma, un clima di veleni, sfociato nell’assassinio del pregiudicato commissionato a Bacci e al gruppo criminale che si sarebbe mosso tra Guidonia Montecelio e Ponte di Nona. Gruppo criminale che la sera stessa del delitto “ha festeggiato con una cena al ristorante la buona riuscita dell’operazione”. 

Mezzo milione a Mascia. Ha chiesto mezzo milione di euro di risarcimento per l’uccisione del padre Mascia Bramucci, la figlia 37enne del pregiudicato 58enne freddato a colpi di pistola nell’agguato mortale messo a segno il 7 agosto 2022 a Soriano nel Cimino. Ha chiesto un risarcimento di 170mila euro e che venga fatta giustizia anche il fratello 62enne Isolino Bramucci, che vive a Civitavecchia e che è stato presente a tutte le udienze del processo. 

Isolamento diurno a Bacci. La procura ha chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per il capo-sicario Antonio Bacci, il più cattivo, “motore organizzativo del delitto”. Ergastolo per le sorelle diaboliche: la moglie Elisabetta Bacchio e la cognata Sabrina Bacchio, mandante e pianificatrice. Ergastolo anche per Dan Costantin Pomirleanu, compagno di Sabrina e cognato della vittima. Diciotto e ventiquattro anni di carcere per il killer mancato Antonio Pizzuti e Lucio La Pietra, che oltre a far parte del commando “potrebbe avere premuto lui il grilletto”, come ha fatto notare Siddi, sottolineando che non si è mai saputo come sia andata sulla scena del crimine ma che era sua la voce di sottofondo in un vocale che dice “annassimo a ammazza’”.

Nessuna confessione. “Un processo indiziario, ma con una mole tale di indizi che abbiamo faticato a mettere ordine”, ha fatto notare il pm. Nessuno degli imputati ha confessato il delitto. A parte Bacci che nei giorni precedenti ha detto a un amico di “un lavoretto a Soriano per incassa’ un po’ di soldi” e nei giorni successivi, ricevuti i soldi dal “cassiere” delle sorelle diaboliche Pomirleanu, si sarebbe affrettato a fare ogni volta la spola con Filettino, per nascondere il “bottino” in un vecchio pollaio, dicendo al nipote “vengo con la Ferrari”. Secondo il pm proprio per indicare la grande quantità di denaro  provento del delitto – una confessione – inviando al giovane anche una foto generica di una gran quantità di banconote per indicare l’ingente quantità della somma di cui era in possesso. 

“Agguato abortito il 4 agosto”. Bramucci, secondo le intenzioni, sarebbe dovuto morire già al primo colpo, sparato in piena faccia e schivato con la mano, per cui il proiettile ha frantumato un dente. Di più. Bramucci sarebbe dovuto morire tre giorni prima, giovedì 4 agosto, quando il commando, composto quel giorno anche da Pizzuti, è partito all’alba da Roma alla volta di Soriano, senza portare a termine la missione perché quella mattina il “bersaglio” era uscito prima del solito e lo hanno incrociato in macchina senza potergli sparare. Sarebbe il motivo per cui hanno anticipato la partenza di mezz’ora, la domenica successiva. 

Di domenica per “problemi” di lavoro del killer. Anche la data del 7 agosto non sarebbe casuale. Bacci, sempre lui, la mente del commando armato per cui è stato chiesto l’ergastolo, avrebbe spiegato per chat alle sorelle Bacchio, preoccupate per il ritardo della banda nel portare a termine l’omicidio, che era l’ultimo giorno utile, perché la settimana successiva non avrebbe potuto più chiedere permessi al datore di lavoro. Avrebbero dovuto in realtà agire il sabato. E il 7 agosto non ha potuto esserci Pizzuti, che però “la sera stessa ha partecipato anche lui alla cena ed era alla spartizione dei soldi”. 

Si torna in aula il 9 dicembre.

Silvana Cortignani


Omicidio Bramucci - La richiesta di pena del pm

Tribunale – L’udienza di ieri nell’aula di corte di assise 


Omicidio Bramucci - La richiesta di pena del pm

Omicidio Bramucci – Su maxi schermo la richiesta di pena del pm Massimiliano Siddi per gli imputati in colelgamento video dal carcere


Omicidio Bramucci - La richiesta di pena del pm

Aula di corte d’assise – Al centro il presidente Francesco Oddi, alla sua destra il giudice Jacopo Rocchi


Sei imputati di omicidio premeditato in concorso (più uno giudicato a parte):

– Elisabetta Bacchio: nata nel 1977, detenuta a Civitavecchia dal 26 settembre 2023, difesa dagli avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella
– Sabrina Bacchio:
nata nel 1974, detenuta a Rebibbia nuovo complesso dal 22 ottobre 2022, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache
– Dan Costantin Pomirleanu: nato nel 1990, detenuto a Regina Coeli dal 4 gennaio 2024, difeso dagli avvocati Giorgia Ciucci e Stefano Maranella
– Antonio Bacci: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dagli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore
– Lucio La Pietra: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dall’avvocato Antonio Rucco
– Alessio Pizzuti: nato nel 1990, agli arresti domiciliari dal 4 gennaio 2024, difeso dall’avvocato Lanfranco Cugini
– Ismail Memeti: nato nel 1968, detenuto dal primo novembre 2024, in seguito al via libera della cassazione (posizione stralciata per cui sarà giudicato a parte)


Parti civili il fratello e la figlia della vittima:

– Mascia Bramucci, 37 anni, difesa dall’avvocato Antonio Filardi
– Isolino Bramucci, 62 anni, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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