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Venezia – Omicidio Giulia Cecchettin, la procura chiede l’ergastolo per Filippo Turetta.
Nella requisitoria davanti alla corte d’Assise di Venezia il pm Andrea Petroni ha chiesto l’ergastolo per Filippo Turetta, imputato per omicidio volontario pluriaggravato, sequestro di persona e occultamento di cadavere dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin.
In aula, assente il papà della vittima, Gino Cecchettin per impegni con la fondazione Giulia in ricorrenza della Giornata internazionale contro la violenza delle donne. A rappresentare in aula la famiglia Cecchettin, presenti lo zio e la nonna Carla Gatto.
L’imputato è accusato di omicidio volontario aggravato da premeditazione, crudeltà, efferatezza, di sequestro di persona, di occultamento di cadavere e di stalking. Una sequela di reati che il pm ha tradotto in richiesta di ergastolo.
“Si parla di un’indagine condotta con la massima prudenza – hah sottolineato il pm Petroni -, con capi d’accusa che sono gli stessi da inizio indagine, perché non è cambiato nulla. Ci si è basati solo sui fatti, tutto si basa su quanto ricostruito”. Contestata dal pm anche la presunta volontà suicidaria di Turetta, considerando le visite psichiatriche fatte tra settembre e ottobre 2023.
Immobile, con la testa bassa, Filippo Turetta ha assistito, in aula, alla requisitoria del pm di Venezia Andrea Petroni che ha ricostruito l’omicidio di Giulia Cecchettin uccisa con 75 coltellate dall’ex fidanzato alla sbarra.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
