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“Parcheggio interrato: Ricci fa revisionismo storico, lo voleva anche il sindaco Michelini”

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Viterbo - Il parcheggio del Sacrario

Viterbo – Il parcheggio del Sacrario

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Leggo con non poca sorpresa le considerazioni offerte oggi da Alvaro Ricci in merito al parcheggio interrato al Sacrario che l’amministrazione Frontini ha malamente affossato. Il consigliere Ricci, nella sua lettura spannometrica dei costi gestionali di un eventuale parcheggio interrato, si sofferma infatti solo sulla storia recente della città, con riferimento alla sola amministrazione Arena, dimenticando quella intera della città di Viterbo.

È vero che la visione della valle dell’Urcionio che torna in città, contaminando con un verde puntuale l’area oggi degradata del Sacrario, traslando al contempo ai piani interrati gli stalli delle auto, è stata proposta e approvata dalla giunta Arena, consentendo , insieme alle altre proposte inerenti il parco progetti del Pinqua, di cogliere l’opportunità del Pnrr e garantire a Viterbo 18 milioni di euro di interventi, ma è altrettanto vero che quella stessa visione non rappresenta una novità degli ultimi anni. Già nelle proposte di Zammerini erano presenti gli stessi concetti, come anche durante l’amminsitrazione Marcoccia si era inziato a ragionare nell’attuazione di questa ipotesi.

Se è lecito non avere una memoria puntuale di fatti che risalgono a diverse decine d’anni or sono, sorprende però che il rappresentante del Pd dimentichi oggi che questa proposta affonda le sue ragioni nel masterplan per la città storica, voluto e approvato prorio dalla più recente amministrazione Michelini, di cui lo stesso Ricci era assessore.

Sia per ragioni di sostenibilità della pianificazione, sia per motivi connessi alla necessità di proseguire l’azione di riqualificazione del plus che il Dipartimento di Archiettura e Progetto dell’Università “Sapienza” aveva inteso confermare la visione del parco al Sacrario con la traslazione dei parcheggi. Basta leggere le pagine del volume “per la città di Viterbo” curato dall’architetto Marcoaldi per comprenderlo ben, anche senza scomodare gli elaborati tecnici del masterplan, comunque nelle disponibilità del comune di Viterbo.

Su questo tema si sono quindi spese più amministrazioni e più professionisti, anche di caratura nazionale. D’altra parte è innegabile che oggi quella zona sia percepita come scarsamente sicura dai cittadini, evidenziando fenomeni di degrado allarmanti. Ridurre quindi una occasione storica di riqualificazione di un brano di città così importante sulla scorta di numeri gettati a caso, non solo appare riduttivo, ma svilisce anche ragionamenti complessi proposti da ben altri luminari e confermati, da ultimo, proprio dalla giunta e dalla maggioranza consiliare di Michelini.

Ciò a meno che Ricci non voglia riscrivere la storia dell’urbanistica tacciando di insostenibilità anche le logiche de la città radiosa di Le Corbusier, gli ideali del Moderno, quelli di Hilberseimer, o anche gli studi di Secchi, di Compos Venuti e di Oliva.

Parlare di parcheggi interrati per restituire lo spazio pubblico ai cittadini liberato dalle auto, valorizzare il verde nella città, eliminare gli effetti isola di calore e assicurare la permeabilità dei suoli, rafforzare la sicurezza dei luoghi percepiti insicuri, valorizzandoli sono strategie stratificate e consolidate, non certo corbellerie.

Strategie che l’amminsitrazione Arena aveva ben capito, ma che aveva capito anche Michelini e prima ancora Marcoccia. Solo Frontini pare non averlo capito. E con lei neanche Ricci e il suo azzardato revisionismo storico.

Giulio Marini
Ex sindaco di Viterbo


– Alvaro Ricci (Pd): “Parcheggio interrato al Sacrario, bene che il progetto sia stato sotterrato”


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