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Viterbo – (sil.co.) – I carabinieri che lo hanno arrestato nel pomeriggio di sabato 29 settembre 2020 gli hanno trovato a casa anche delle allettanti pasticche di ecstasy a forma di farfalla. In totale 22 grammi di droga Mdma, ovvero ecstasy, divisa in 16 dosi di cristalli e 15 dosi di metanfetamina.
In manette finì un presunto pusher diciannovenne dominicano, che nell’agosto dell’anno precedente, per sfuggire a un controllo dei carabinieri, si era dato alla fuga dopo essere stato trovato con della marijuana.
Ieri il giovane, nel frattempo 23enne, è stato condannato dal giudice Jacopo Rocchi a sei mesi di reclusione per piccolo spaccio, con sospensione della pena e non menzione. L’accusa aveva chiesto quattro mesi.
Secondo gli investigatori lo stupefacente sarebbe stato destinato ai giovanissimi che frequentano il centro storico. In particolare la sua “zona di spaccio” sarebbe stata tra via Marconi e piazza della Repubblica.
Non solo un paio di pasticche di ecstasy a forma di farfalla. L’imputato, intercettato dai militari attorno alle 16,30 in via Monte Bianco e caricato in auto per un controllo in caserma, onde scoraggiare un altro tentativo di fuga, mentre era ancora in macchina “ha tirato fuori dalle mutande una dose di ecstasy da 0,7 grammi in un involucro di cellophane chiuso con un elastico colorato” più due banconote da 20 euro dalle tasche e “un telefono cellulare che non voleva saperne di sbloccare”.
A ricostruire l’operazione è stato uno dei militari del nucleo radiomobile che hanno condotto il blitz cominciato in strada al Murialdo e finito con la perquisizione dell’abitazione del centro storico di Viterbo dove l’imputato vive coi genitori.
Le due pastiglie di ecstasy a farfalla erano nel cassetto del mobile tv della sua cameretta. “Sul mobile c’era anche un borsone da calcetto al cui interno abbiamo rinvenuto un involucro nero contenente 9 grammi di Mdma più altri 14 involucri artigianali contenenti ecstasy identici a quello che aveva tirato fuori dalle mutande più altre dieci pasticche di Mdma, In camera c’era inoltre tutto il necessario per confezionare le dosi e un coltello intriso di sostanza”, ha spiegato il militare.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
