Viterbo – “Il piano attuativo di recupero del centro storico darà ai cittadini e ai tecnici un quadro di azione con regole certe per come effettuare i diversi interventi nel cuore della città”. Il professore Orazio Carpenzano, responsabile scientifico del dipartimento di architettura e progetto dell’università Sapienza di Roma, ha presentato così l’accordo sottoscritto con il comune di Viterbo per gli interventi nel centro storico del capoluogo della Tuscia.
Viterbo – Presentazione del Piano attuativo di recupero del centro storico
La conferenza stampa questo pomeriggio a Palazzo dei Priori. In sala la sindaca Chiara Frontini, l’assessore alla qualità degli spazi urbani Emanuele Aronne, il dirigente del settore VII del comune di Viterbo Stefano Peruzzo, Paolo Marcoaldi e Barbara Pizzo del team del gruppo di lavoro del professore Orazio Carpenzano.
“Oggi per la città di Viterbo è un bel giorno – ha detto in apertura di conferenza stampa la sindaca Frontini -. Da tempo questo piano aspettava di essere avviato. Un piano che passa in primissima battuta da una nuova pianificazione urbanistica e riqualificazione ambientale. Siamo partiti dallo studio di alcuni documenti che conoscevamo, tra questi il Masterplan, approvato in coda all’amministrazione Michelini. Un documento molto importante, a cui a suo tempo aveva lavorato proprio il professore Orazio Carpenzano, ma che comunque definiva più che altro delle linee di indirizzo”.
Viterbo – Presentazione del Piano attuativo di recupero del centro storico – Da sinistra Barbara Pizzo, Orazio Carpenzano e Chiara Frontini
La prima cittadina ha poi chiarito come la volontà della sua amministrazione sia quella di andare a colmare una lacuna di anni. “Ricordo che il nostro Piano regolatore generale è uno dei più vecchi di Italia, approvato nel 1974 dal comune – ha detto la sindaca -. In questo piano era previsto tutto ciò che si muoveva nel centro storico, ma che era comunque da rinviare a un piano di recupero. Solo nel 1990 il consiglio comunale arriva ad approvare qualcosa relativo a questo piano di recupero, ma dove comunque si parla di linee di massima”.
“Ora invece daremo vita a uno piano attuativo con regole certe – ha concluso la sindaca -. Anche perché se oggi molti di voi, nonostante i nostri sforzi, parlano di spopolamento del centro storico e di tutte le difficoltà connesse alla vita quotidiana di questa parte della città, in parte è dovuto a questa mancanza di programmazione che c’è stata negli ultimi 5o anni. Per questo noi vogliamo colmare questo aspetto. Anche perché siamo convinti che se riparte il centro storico riparte la città. Dobbiamo dare delle chiavi di lettura per far tornare le persone a vivere nel cuore di Viterbo. Far ripartire il centro storico è una sfida collettiva”.
Viterbo – Presentazione del Piano attuativo di recupero del centro storico – Da sinistra Paolo Marcoaldi, Barbara Pizzo, Orazio Carpenzano e Chiara Frontini
I dettagli sono poi arrivati dal professore Orazio Carpenzano: “Sarà un piano che il singolo cittadino e i tecnici potranno prendere come riferimento per gli interventi che nel tempo vorranno effettuare negli edifici in cui vivono. Dobbiamo dire ai cittadini qual è il loro quadro di azione e dobbiamo tradurlo con una forma che abbia un senso. L’obiettivo è quello di costruire un corpo di regole che possano avere anche capacità metamorfica nel corso del tempo. Noi ci concentreremo sull’osservazione dell’esistente, come luogo di partenza, e poi lavoreremo per realizzare una sorta di futuro del centro storico. Un lavoro che vuole incidere a lungo termine”.
Si andranno così a mettere nero su bianco delle regole per poter effettuare cambiamenti di rilievo nell’urbanistica della parte antica della città. Una casistica di interventi che ad esempio può andare dall’installazione di un ascensore, al rifacimento delle scale, dal recupero di un balconcino a quello delle facciate.
“Quando siamo venuti a Viterbo, ormai circa sei anni fa, abbiamo iniziato un lavoro di contatto anche con l’urbs e la civitas. Abbiamo avviato un piano conoscitivo mettendoci all’ascolto della città. Abbiamo ad esempio cercato di capire come muoverci intorno a un territorio come Roma e abbiamo anche visto che era fondamentale incorporare la somma di tutta la storia della città. Per questo abbiamo individuato dei modi strategici intorno al quale potesse ruotare il nostro Masterplan – ha concluso il professore Carpenzano -. La cosa fondamentale è costruire una task torce di fronte a questi problemi. Inoltre bisogna lavorare sul centro storico e farlo diventare contemporaneo. I giovani non devono più vedere queste realtà come un luogo ammuffito, sarebbe bello che qui vedessero una risorsa dove proiettare il loro futuro”.
In pieno accordo anche l’architetto Stefano Peruzzo che ha sottolineato come “questo piano darà regole certe che saranno a vantaggio non solo dell’ufficio ma di chi vive il centro storico. Sarà più facile e chiaro come intervenire perché oggi ci sono grosse difficoltà sia per chi ci abita sia per i tecnici”.
Viterbo – Presentazione del Piano attuativo di recupero del centro storico – Da sinistra l’assessore Emanuele Aronne e Stefano Peruzzo
Il team che si occuperà di mettere nero su bianco andrà coinvolgere più studiosi. Come è stato sottolineato in conferenza stampa, al lavoro ci saranno anche il dipartimento di Storia e restauro della Sapienza, professori che si occupano di economie urbane e sociologi specializzati in ambiente. “Tutto questo lo sottoporremo in un confronto serrato con l’agenda europea e tutte le attenzioni che essa prevede”, ha chiarito inoltre il professore Orazio Carpenzano.
L’iter del Piano attuativo di recupero del centro storico prevede diversi step. Adozione in consiglio comunale, pubblicazione, eventuali osservazioni da parte della cittadinanza, controdeduzioni da parte dell’amministrazione, invio in regione per definitiva approvazione. Si hanno davanti 24 mesi per arrivare all’adozione e un massimo di due anni per la definitiva messa a terra del piano.
“Questo piano viene finanziato con fondi di bilancio – ha spiegato l’assessore Emanuele Aronne -. Una scelta ben precisa perché si sente una necessità di programmazione. Nel centro storico ci sono varie realtà, più centri storici. Ad esempio San Faustino e San Pellegrino non sono la stessa cosa, ma oggi vengono trattati allo stesso modo e questo è parte del problema. Ora andiamo invece verso una direzione diversa e necessaria”.
“Il piano attuativo di recupero sarà un insieme di norme per dare certezza alla città – ha concluso l’assessore -. Sara però anche una visione della città per dare una prospettiva futura. Sono estremamente convinto che per il centro storico bisogna fare un lavoro di questo tipo, un piano attuativo a tutti gli effetti, con i passaggi in regione e la definitiva approvazione che è da supporre che non sarà entro la fine di questa legislatura. Però è anche vero che nel momento in cui sarà scritto avremo già delle linee importanti da cui partire”.
Maurizia Marcoaldi



