Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Direttore Galeotti, ritengo giusto e doveroso sottolineare come nelle due settimane in cui i pensieri e le parole dei Pirati della Bellezza hanno attraversato la città, si sia avuta l’ennesima conferma che in presenza di un’offerta culturale di alto livello, i viterbesi rispondano in modo pronto e positivo.
Viterbo – I Pirati della Bellezza – L’incontro con Michela Ponzani
Personalmente ho constatato come almeno un centinaio di persone fossero in fila davanti ai cancelli di Unindustria e Fondazione Carivit già mezz’ora prima dell’inizio di ogni evento.
Un segnale importante, espressione di una voglia di conoscere, di essere partecipi di dinamiche politiche, sociali ed economiche che fanno bene sperare per il futuro di una città che, a quanto sembra, non ha più voglia di fare concorrenza alla bella addormentata nel bosco.
Non so se Viterbo diventerà mai capitale della cultura, ma so che Carlo Galeotti e la sua ciurma di Pirati ci stanno indicando le condizioni geometricamente necessarie, tanto per citare il pensiero di Spinoza, un filosofo a cui sia Galeotti, sia Augias sia Veneziani hanno fatto riferimento in questi giorni, affinché ciò possa accadere.
Viterbo – Remo Parenti
Credo quindi che ai Pirati e al suo capo sia dovuto un ringraziamento per l’intuizione avuta, ma anche per l’impegno, la passione e l’energia che l’organizzazione e la conduzione degli eventi hanno richiesto.
È poi probabile che il mio non sia un giudizio totalmente imparziale e confesso, per onore della verità, che come presidente di Confagricoltura ho creduto in questa manifestazione fin dalla prima edizione, che il nostro simbolo è stato presente in ogni evento, che alla maggior parte di questi ho personalmente partecipato e che, soprattutto, sto per chiedere a Carlo Galeotti l’arruolamento nella sua ciurma di Pirati, dove non esistono regole, ma idee, e meglio se tante, diverse e in contrasto tra loro.
Remo Parenti

