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Rita Bernardini sul suicidio di Andrea Di Nino: “I familiari non ci hanno mai creduto”

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Andrea Di Nino

Andrea Di Nino

Rita Bernardini

Rita Bernardini

Morte di Andrea Di Nino - Il post di Rita Bernardini

Morte di Andrea Di Nino – Il post di Rita Bernardini

Viterbo – (sil.co.) – Detenuti morti in carcere, sull’escalation del fenomeno interviene Rita Bernardini, presidente dell’associazione Nessuno tocchi Caino.

La politica italiana, ex membro del consiglio generale del Partito radicale ed ex deputata, in un post su Facebook fa specifico riferimento ad Andrea Di Nino e alla svolta delle indagini che sarebbe giunta sei anni dopo la tragedia grazie alle indagini difensive della famiglia, che il 22 ottobre ha depositato tramite il proprio difensore gli atti relativi presso il tribunale e la procura della repubblica di Viterbo. 

Andrea Di Nino è il 36enne romano morto a Mammagialla il 21 maggio 2018, che secondo un altro detenuto, un supertestimone rintracciato solo di recente dai familiari, non si sarebbe tolto la vita impiccandosi in cella, ma sarebbe stato vittima di un pestaggio da parte della “squadra della morte” che all’epoca avrebbe imperversato all’interno della casa circondariale di Viterbo. 

“Mai così tanti morti in carcere nella storia penitenziaria italiana”, scrive Bernardini. “Una cifra che spaventa – prosegue – al 30 ottobre,195 persone detenute hanno perso la vita nei luoghi di privazione della libertà. 78 sono stati i suicidi e 117 i morti per altre cause; fra questi ultimi, i decessi per malattia o per cause da accertare. Un numero di morti mai registrato nella storia penitenziaria italiana mentre mancano ancora due mesi alla fine di questo anno orribile”.

“Questa settimana – prosegue nel post pubblicato ieri – parliamo del triste argomento con l’avvocato Nicola Trisciuoglio, difensore dei familiari di Andrea Di Nino, deceduto nella sua cella di isolamento nel carcere Mammagialla di Viterbo il 21 maggio del 2018; causa ufficiale ‘suicidio’, al quale però i suoi congiunti non hanno mai creduto. Andrea Di Nino aveva 36 anni, era padre di cinque figli e gli rimaneva meno di un anno per uscire in libertà”.

“Sulla vicenda – ricorda Bernardini – è in corso un procedimento penale per ‘omicidio colposo’ con rinvio a giudizio di due agenti e un sanitario mentre il direttore, che ha scelto il rito abbreviato, è stato assolto. La novità recente riguarda le dichiarazioni di un supertestimone che invece afferma che Andrea Di Nino è stato ucciso. La prossima udienza si terrà a gennaio 2025 e non si può non constatare che sono già passati più di sei anni dal quel tragico evento”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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