Farnese – “Apprendo con grande soddisfazione la decisione comunicata ieri in consiglio regionale dall’assessore Righini di desistere dall’idea di accorpamento della nostra riserva naturale Selva del Lamone a quella di Monte Rufeno stralciando, quindi, l’art.23 del P.L. 170 e avanzando una proposta di legge per il riordino di tutte le aree naturali protette e non soltanto quelle di Farnese e di Acquapendente”. Il sindaco di Farnese Giuseppe Ciucci soddisfatto di quanto stabilito. “le nostre istanze sono state quindi accolte”.
Giuseppe Ciucci, sindaco di Farnese
“Le ragioni del nostro dissenso che abbiamo urlato in questi mesi e che puntavano il dito soprattutto sul fatto che in modo del tutto arbitrario si andava a trattare le sole aree protette Farnese e di Acquapendente, sono state accettate – prosegue -.
Pertanto esprimo gratitudine all’assessore Giancarlo Righini per aver accolto le nostre istanze e per consentire così, durante l’iter procedurale della formazione di una legge di riordino delle aree naturali protette, una più ampia e democratica discussione che includa le amministrazioni locali e tutti i portatori di interesse”.
Farnese – La Selva del Lamone
Una soddisfazione che non arriva solo in quanto primo cittadino, ma anche a nome dell’intera cittadinanza. “Esprimo a nome mio e della comunità di Farnese che rappresento un particolare sentimento di gratitudine nei confronti del vice presidente del consiglio regionale Enrico Panunzi per aver difeso ancora una volta gli interessi della nostra comunità e dell’intero territorio facendosi portatore, insieme al suo gruppo, delle nostre ragioni.
Allo stesso modo esprimo gratitudine nei confronti del presidente della provincia Alessandro Romoli per aver accolto le nostre istanze ed essersi fatto anche lui promotore presso il gruppo di Forza Italia in regione di questa azione di difesa del territorio.
Un grazie – conclude -, anche ai sindaci di Latera Francesco Di Biagi, di Grotte di Castro Antonio Rizzello e di Gradoli Carlo Benedettucci i cui territori sarebbero dovuti entrare a far parte della nuova area controllata dal costituendo ente gestore, per aver comunicato anche loro la propria contrarietà sostenendo così le motivazioni del nostro dissenso”.
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