Civitavecchia – (sil.co.) – Tragedia sul lavoro al porto, il processo per la morte del portuale Alberto Motta è entrato ieri nella fase istruttoria davanti al giudice Simone De Santis del tribunale di Civitavecchia con l’ascolto di un testimone su tre previsti dell’accusa.
Alberto Motta
Intanto sono calendarizzate anche le prossime sei udienze, che a partire da gennaio saranno tutte straordinarie. Se non ci saranno intoppi, il giudice conta di arrivare entro primavera alla sentenza.
In aula un ispettore della polizia, tra i primi ad essere intervenuti sul luogo della tragedia una volta scattato l’allarme, il quale ha confermato che all’arrivo dei soccorritori non era presente il preposto.
Vittima un 29enne originario di Tarquinia, Alberto Motta, morto la mattina del 10 febbraio 2023 alla banchina 25 dello scalo marittimo nel ribaltamento del muletto sul quale stava lavorando.Gli inquirenti hanno esaminato attentamente le immagini delle telecamere di videosorveglianza, riuscendo a stabilire le dinamiche dell’incidente. Il 29enne stava operando con un carrello elevatore, nella fase di movimentazione container, al momento del drammatico infortunio che gli è costato la vita.
Il procedimento si è aperto lo scorso 19 gennaio, quando la madre e il compagno, che ha fatto da padre a Alberto, si sono costituiti parte civile, con gli avvocati Franco Moretti e Luca Vettori, chiedendo la citazione come responsabili civili della società per cui il figlio lavorava, della compagnia portuale, della ditta addetta alla movimentazione e dell’assicurazione.
Quattro gli imputati di omicidio colposo e violazioni in materia di sicurezza sul lavoro individuati in seguito alle indagini coordinate dal pubblico ministero Martina Frattin. Sono Agostino Morlino (amministratore della Rtc spa), Stefano Biondi (datore di lavoro delegato e responsabile del servizio di prevenzione e protezione della Rtc spa), Antonio Di Gravio (preposto alla sicurezza della Rtc spa) e Giammarco La Rosa (dipendente della società Compagnia Portuale Civitavecchia).
Si sono costituiti tre responsabili civili su quattro, ovvero Rtc spa, Manuport movimentazione (la società proprietaria della ralla portuale che ha travolto Motta) e Unipol Sai. Tutti ad eccezione della Compagnia Portuale Civitavecchia, che può comunque farlo in ogni stato e grado del processo.
Si torna in aula prima delle festività di fine anno.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
