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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Secondo la filosofia induista il Kali Yuga rappresenta la quarta delle età del mondo, dominata da decadenza, violenza, odio e diffusa ignoranza.
L’epoca che viviamo attualmente è un Kali Yuga dei diritti civili e dell’integrazione di tutte le diversità di gender.
Anche se sulla bocca di tutti risuona il luogo comune che la transessualità sia ormai sdoganata, possiamo evidenziare che non è affatto così. L’Italia che già viveva in una dimensione campanilistica rispetto al resto dell’Europa da qualche anno a questa parte si trova in tenebre sociali che affondano le radici nell’ignoranza di una realtà patriarcale e binaria.
Oggi più che mai in occasione del “Transgender day of remembrance” istituito il 20 novembre, ricordiamo le vittime dell’odio transfobico che serpeggia nella nostra società e che viene ipocritamente negato.
Ricordiamo le transessuali che hanno perso la vita in aggressioni, uccise in circostanze da chiarire, su cui sappiamo che non verrà fatta mai luce.
Rimembriamo le trans che si sono suicidate come l’insegnante Cloe Bianco vittima dell’ostilità e dell’ottusità sociale di un Italia che pensa ancora che le trans non possano stare al pubblico o avere un lavoro come tutte le altre persone.
Teniamo accesa la memoria di Kesaria Abramidze modella transgender uccisa in Georgia appena dopo l’approvazione di una legge liberticida contro le minoranze lgbt.
Ricordiamo Asha e Valentina Andriani, Emanuela di Cesare, Brenda Mendes Paes e tutte le altre nostre sorelle e fratelli transgender vittime dell’odio transfobico che nel nostro paese ha ancora radici profonde.
Emanuel Alison Flamini
