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“Udienza preliminare per la sindaca Frontini, non ci sono gli estremi per costituirci parte civile”

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Viterbo – “Non ci sono gli estremi per costituirci parte civile”. La giunta ha deciso e il vicesindaco Alfonso Antoniozzi risponde in consiglio comunale a Luisa Ciambella (Per il bene comune) che aveva presentato un’interrogazione nella scorsa seduta, sull’udienza preliminare e nei confronti della sindaca Chiara Frontini.


Alfonso Antoniozzi

Alfonso Antoniozzi


Dopodomani, giovedì 21, è fissata l’udienza per decidere il rinvio a giudizio nella vicenda che riguarda il primo cittadino e il marito Fabio Cavini. È la questione partita dalla segnalazione dell’ex consigliere di maggioranza Bruzziches, per la quale l’accusa è minaccia a corpo politico in concorso.

“Non ci sono gli estremi – spiega Antoniozzi – per la costituzione di parte civile da parte dell’amministrazione comunale. Una decisione presa a seguito di alcune riflessioni”.  Ciambella voleva conoscere le intenzioni della giunta per una ragione ben precisa: “Visto che si tratta d’ipotesi di reato che coinvolge direttamente il buon andamento e l’immagine del comune di Viterbo”.

Antoniozzi, invece, elenca le ragioni che hanno portato alla scelta contraria.

“L’amministrazione comunale non ha ricevuto notifica relativa alla fissazione dell’udienza preliminare, questo perché la stessa non è annoverata fra le persone offese”.

Il vicesindaco, poi, conferma un dubbio di Ciambella: “A seguito della riforma Cartabia è possibile costituirsi parte civile solo in fase predibattimentale”. Quindi adesso e non poi.

Il vicesindaco esterna poi un’altra riflessione da parte della giunta: “L’ordinanza del gip col rigetto del giudizio immediato evidenzia l’assenza di prove rispetto al reato contestato”.

Ragioni che non convincono Ciambella e ancora meno Andrea Micci (Lega): “Mi riservo di trasmettere il verbale del presente consiglio comunale alla Corte dei Conti, perché la risposta del vicesindaco che ha dichiarato di non ritenere sussistano elementi per la costituzione in giudizio dell’ente non è sorretto da un parere tecnico, tantomeno pro veritate di un legale.

Come da lui riferito è basato su valutazioni della giunta che, evidentemente non dotata di conoscenze tecniche, finisce per esprimere una posizione politica. Fatto gravissimo che non tutela le ragioni del comune di Viterbo e che, anzi, rischia di lederle”.

Giuseppe Ferlicca


– Ciambella (Per il bene comune):  “Udienza preliminare per la sindaca Frontini, il comune si costituirà parte civile?”


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