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Monterosi – Con un chilo di coca, quasi 200 di hashish a marijuana e una pistola: 72enne ai domiciliari per i prossimi 5 anni e mezzo.
“Nell’ultima settimana i carabinieri della compagnia di Civita Castellana hanno dato esecuzione a tre provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria in esito ad attività di indagine inerenti reati contro il patrimonio, la persona e il traffico di sostanze stupefacenti – spiegano i militari in una nota -.
Il primo intervento ha riguardato un 72enne di Monterosi al quale i carabinieri della locale stazione hanno notificato il provvedimento di detenzione domiciliare con cui l’autorità giudiziaria di Viterbo ha disposto l’esecuzione della pena della reclusione di 5 anni, 8 mesi e 6 giorni di reclusione, oltre a una multa di 28.000 euro. Il condannato era stato arrestato nel 2021 dai carabinieri del N.O.R. della compagnia di Civita Castellana per detenzione di 1 chilo di cocaina, 190 chili tra hashish e marijuana, nonché per possesso di una pistola, segni distintivi in uso ai corpi di polizia e di armi artigianali realizzate dallo stesso e di una pistola.
Sempre i carabinieri della stazione di Monterosi hanno notificato il provvedimento di detenzione domiciliare ad un 45enne, di origine kosovara, residente nel territorio con cui la procura della repubblica di Roma ha disposto l’esecuzione della pena della reclusione di 2 anni, 2 mesi e 27 giorni e al pagamento di una multa di 280 euro. L’uomo è stato riconosciuto responsabile di numerosi reati commessi tra il 2006 ed il 2018, quali il furto, la violazione di domicilio, la minaccia nei confronti di terze persone, il porto abusivo di armi, la resistenza a pubblico ufficiale e le lesioni personali.
Infine – prosegue la nota -, i carabinieri della stazione di Faleria hanno notificato ad un 50enne, residente nella zona, il provvedimento di detenzione domiciliare con cui l’autorità giudiziaria ha disposto l’esecuzione della pena della reclusione di mesi 9 e giorni 18. Il provvedimento costituisce la chiusura di un percorso giudiziario che ha visto il condannato protagonista di gravi condotte quali maltrattamenti, minacce, percosse, lesioni personali, atti persecutori e stalking, nei confronti della ex fidanzata e dei suoi familiari e per le quali i carabinieri hanno indagato a lungo a seguito delle reiterate denunce presentate dalle vittime.
I provvedimenti eseguiti consentono ai condannati di proseguire l’esecuzione della pena in regime di detenzione domiciliare, presso l’abitazione di residenza, con il rispetto di specifiche condizioni volte al controllo della loro condotta, al fine di evitare che gli stessi possano compiere azioni in grado di ledere gli interessi della collettività.
L’operazione, che si inserisce in un contesto più ampio dell’azione di prevenzione e repressione dei reati in genere, costituisce una concreta e decisa risposta al crescente allarme sociale suscitato dal consumo di droghe, soprattutto tra giovanissimi, e conferma il costante impegno dell’arma nelle attività di contrasto al fenomeno della violenza domestica e degli atti persecutori” conclude la nota.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
