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Un’escalation di violenza, dall’aggressione stile arancia meccanica all’accusa di omicidio

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Ian Patrick Sardo

Ian Patrick Sardo

Caprarola – Una bomba pronta a esplodere Ian Patrick Sardo. Ha un curriculum pieno zeppo di precedenti il presunto assassino di Renzo Cristofori, il netturbino 68enne di Caprarola ucciso attorno alle dieci di mercoledì sera a coltellate sulla panchina davanti casa, nella centralissima via Mazzini. Ma soprattutto era stato giudicato seminfermo di mente da uno psichiatra nell’ambito di un procedimento giudiziario in cui era imputato di rapina aggravata, stalking, violazione di domicilio, violenza privata e furto in abitazione.

Per la morte del povero Cristofori, come è noto, poco dopo è stato fermato e condotto in caserma dai carabinieri della compagnia di Ronciglione Ian Patrick Sardo, un vicino di casa 31enne, pregiudicato, nato il 6 dicembre 1993, il quale, interrogato verso le due e mezza della scorsa notte, avrebbe negato di essere stato lui a commettere il delitto. Il che, alla luce dei molteplici indizi a suo carico, non ha impedito che venisse arrestato. 

Sardo avrebbe spiegato agli investigatori di essere effettivamente uscito, per comprare le sigarette, ma di avere fatto subito ritorno nella propria abitazione, che nel frattempo è stata posta sotto sequestro in attesa del sopralluogo della scientifica dei carabinieri a caccia di eventuali tracce collegabili al delitto.  Il 31enne è difeso dagli avvocati Paolo Casini e Vania Bracaletti, mentre le indagini sono coordinate dal pm Massimiliano Siddi e dal procuratore capo Paolo Auriemma. 

A Caprarola il 31enne sarebbe noto a tutti per le sue intemperanze. Il 22 settembre 2023 sarebbe anche finito per un periodo in carcere in seguito alle numerose denunce per atti persecutori presentate da alcuni compaesani e vicini di casa. Pochi giorni dopo alcuni cittadini fecero appello alle istituzioni, chiedendo aiuto per “un ragazzo affetto da evidente sofferenza psichica con tratti spiccatamente violenti e aggressivi che sta seminando il panico” e “che gira per strada brandendo armi e coltelloni”.

Finora il precedente più grave è quello che risale alla sera del 30 dicembre 2020. Era la vigilia di Capodanno di quattro anni fa quando – una sera che pioveva a dirotto e in pieno coprifuoco Covid – assieme a un amico, un ex compagno di scuola delle medie che lo ospitava in casa e con cui era solito andare in giro in coppia per il paese, fece irruzione stile arancia meccanica a casa di una 36enne che li aveva sempre aiutati economicamente e addirittura invitati a pranzo il giorno stesso, sfondando la porta con un calcio, armati di due grossi cacciavite, terrorizzando con minacce di morte la donna e picchiando selvaggiamente un amico che si trovava con lei nell’abitazione. 

Il 31enne e l’amico sarebbero poi tornati il 2 gennaio 2021, svaligiando l’abitazione e orinando sul letto della 36enne Quindi avrebbero continuato a minacciarla e ricattarla perché ritirasse la denuncia, facendo trovare una siringa dicendo che era per infettarla e un proiettile in una busta sulla porta di casa della donna. Sardo e il presunto complice della feroce spedizione, arrestati il successivo mese di febbraio, sono finiti poi a processo davanti al collegio del tribunale di Viterbo, pm Michele Adragna, per rapina aggravata, stalking, violazione di domicilio, violenza privata e furto in abitazione. 

Il difensore Paolo Casini, depositando la documentazione medica del carcere di Rebibbia, durante il processo ha chiesto una perizia psichiatrica per Sardo. A agosto, settembre e dicembre del 2020, infatti, il 31enne, con problemi di tossicodipendenza, sarebbe stato ricoverato tre volte, per overdose e tentato suicidio a base di un mix di farmaci. Nel 2022 avrebbe nuovamente tentato il suicidio a Mammagialla. Tra il 2017 e il 2020, inoltre, era stato già sottoposto a cinque procedimenti penali. Nel 2016 è nel 2019 era stato dichiarato parzialmente capace di intendere e di volere dal tribunale di Roma. Nel frattempo, fino alla primavera del 2023, non aveva mai intrapreso un percorso per disintossicarsi.

Sardo è stato poi condannato in primo grado ed è in attesa di appello, con l’attenuante della seminfermità mentale riconosciutagli dallo psichiatra nominato dal tribunale, secondo la cui perizia sarebbe afflitto da una personalità fortemente disturbata e con una capacità di intendere e di volere fortemente scemata al momento dei fatti.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 


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