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Urla parolacce sul bus e aggredisce la conducente, passeggera a processo

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Un bus Cotral

Un bus Cotral

Viterbo – (sil.co.) – Passeggera esagitata aggredisce una autista del Cotral e finisce a processo per interruzione di pubblico servizio.

Torto della conducente sarebbe stato redarguire senza successo l’imputata che, il 30 dicembre 2020, su un pullman partito da Viterbo e diretto a Roma, avrebbe urlato mentre parlava al telefono usando un linguaggio volgare e scurrile davanti agli altri viaggiatori, tra i quali una nonna di Vetralla con la nipotina di otto anni che per la paura se l’è fatta sotto. 

Fatto sta che l’autista, dopo avere tentato inutilmente alle fermate precedenti di calmarla, è stata costretta a chiamare i carabinieri, che hanno bloccato il bus alla fermata di Sutri.

“Mentre la passeggera urlava e inveiva contro di me perché avevo chiamato ‘gli sbirri’, sono stata colta da un malore, a causa di uno sbalzo di pressione, arrivata a 200 per l’agitazione, per cui sono stata portata in ospedale in ambulanza dal 118”, ha spiegato l’autista, una dipendente del Cotral di 49 anni.

Fatto sta che il mezzo, dal quale erano scesi tutti tranne l’esagitata, che si rifiutava, è rimasto privo di autista e riportato al deposito, mentre sono rimasti a terra in attesa di una corsa sostituiva i passeggeri, tra i quali l’imputata che, difesa dall’avvocato Luca Tedeschi, è finita a processo davanti al giudice Giovanna Camillo per interruzione di pubblico servizio. 

Aggredita dall’imputata, che oltre a insultarla le si sarebbe anche scagliata contro, l’autista è stata difesa dagli altri viaggiatori, tra cui la nonna 65enne della bambina di otto anni che si è fatta la pipì addosso per la paura. “Io e mia nipote siamo salite a Vetralla e c’era quella donna che urlava al telefono usando un linguaggio scurrile. L’autista l’ha invitata ad abbassare la voce e moderare i toni, al che lei, che era nei primi sedili, ha fatto per andarle addosso gesticolando con le mani. A quel punto la bambina si è spaventata, è scoppiata a piangere e si è bagnata, per cui abbiamo dovuto interrompere il viaggio e tornare a casa”, ha spiegato la testimone. 

Sentenza la prossima estate. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 

 


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