Viterbo – “25 telecamere sull’intero territorio di San Martino al Cimino e maggiore illuminazione nelle zone più buie”. Le richieste arrivano dai residenti della piccola frazione ai piedi dei monti Cimini, esasperati dalle cicliche ondate di furti di cui, così come il resto della provincia, sono vittime.
San Martino al Cimino
Ieri pomeriggio in comune l’incontro con la sindaca Chiara Frontini. In rappresentanza dei cittadini Pierluigi Orati. Attorno al tavolo, oltre alla prima cittadina, il comandante della polizia locale Mauro Vinciotti, l’assessora Katia Scardozzi, il consigliere Gabriele Gnignera e il presidente Federalberghi Viterbo Luca Balletti.
“Le nostre richieste sono state chiare: più illuminazione e più controlli – riassume Orati -. La luce perché da sempre è deterrente contro la criminalità e la delinquenza. Le telecamere perché occorre tenere sotto controllo ogni angolo della frazione. Decine e decine di occhi in modo da sentirsi protetti e al sicuro”. Anche se sono gli stessi residenti, al momento riuniti un un comitato spontaneo, a rendersi conto di quanto tali esigenze si scontrino con le limitate risorse economiche messe in campo dal comune. E infatti i numeri che arrivano da palazzo dei Priori sono nettamente diversi. “Rispetto alle nostre 25, l’amministrazione comunale ha in programma l’installazione di 2 telecamere a San Martino al Cimino e una a Tobia” spiega Orati. Che è pronto a seguire passo dopo passo l’intero evolversi della vicenda. “Consapevoli della possibile mancanza di fondi – prosegue -, abbiamo anche messo in campo la possibilità di finanziare parzialmente l’installazione delle telecamere attraverso raccolte fondi con privati, fondazioni e associazioni. Soldi che possano sommarsi a quelli comunali o provinciali e che possano farci raggiungere l’obiettivo”. Al momento, duplicare le telecamere messe a budget dall’amministrazione. “Come minimo da due passare a quattro” sottolinea Orati.
Chiara Frontini
“Non è la prima volta che la nostra frazione viene presa di mira dai ladri. Esattamente come il resto della provincia, ciclicamente siamo vittime di colpi e tentati colpi ai danni delle nostre case, delle nostre famiglie – ricostruisce Orati -. Per questo abbiamo bisogno di non essere abbandonati e di risposte concrete”. In termini di prevenzione e sicurezza.
Intanto anche a San Martino al Cimino partirà il progetto del controllo di vicinato e per annuncio della stessa sindaca Frontini, il progetto del vigile di quartiere. Così come già fatto a San Faustino. “È stato acquistato nei mesi scorso un ufficio mobile nuovo per la polizia locale proprio per questo scopo, per intensificare la presenza sul territorio” aveva spiegato la prima cittadina.
“Attenderemo gli sviluppi della cosa – conclude Orati -, ma il clima è stato propositivo e collaborativo. Abbiamo tutti a cuore lo stesso obiettivo, che è la sicurezza dei residenti”.
Barbara Bianchi
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