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Adelmo Cervi a Civita Castellana, la storia della sua famiglia una delle più emblematiche della Resistenza

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Viterbo - Adelmo Cervi

Viterbo – Adelmo Cervi

Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – La sezione Anpi Carla Capponi di Civita Castellana, con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Civita Castellana ha organizzato per il 5 dicembre 2024 una conferenza con Adelmo Cervi, figlio di Aldo Cervi, uno dei sette fratelli Cervi, alle ore 11 con i professori e gli studenti del centro di Formazione Professionale Ivan Rossi e alle ore 17,30, presso la biblioteca comunale “Enrico Minio” di Civita Castella.

La storia della Famiglia Cervi è una delle più emblematiche della Resistenza ed è nota anche a livello internazionale per l’autobiografia paterna di Alcide CerviI sette fratelli Cervi erano contadini e antifascisti, fucilati dai repubblichini a Reggio Emilia il 28 dicembre 1943 per la loro attività partigiana e perciò decorati di Medaglia d’argento al Valor Militare “alla memoria”.

Si chiamavano Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore; figli di Alcide Cervi e di Genoeffa Cocconi, erano cresciuti in una famiglia cattolica, i cui valori democratici si tradussero in immediata opposizione al fascismo. Il nucleo familiare era caratterizzato dalla forte personalità della madre Genoeffa e dalla volontà di progredire di alcuni figli. Sin dall’inizio della seconda guerra mondiale Casa Cervi diventò un vero e proprio luogo del dissenso militante contro il fascismo e la guerra. Insieme ai figli maschi, Alcide costituì la “Banda Cervi”, dedita alla lotta partigiana. Il cascinale della famiglia Cervi era porto sicuro per antifascisti e partigiani feriti, nonché per i prigionieri di guerra stranieri sfuggiti ai nazifascisti.

Ad Alcide Cervi per il suo impegno partigiano e per quello dei suoi figli, fu consegnata una medaglia d’oro, la medaglia reca da un lato l’effigie di Alcide Cervi e dall’altro un tronco di quercia tra i cui rami spezzati compaiono le 7 stelle dell’orsa. Durante la consegna, Alcide pronunciò un discorso di cui sono ancora ricordate queste parole: “Mi hanno sempre detto… tu sei una quercia che ha cresciuto sette rami, e quelli sono stati falciati, e la quercia non è morta… la figura è bella e qualche volta piango… ma guardate il seme, perché la quercia morirà, e non sarà buona nemmeno per il fuoco. Se volete capire la mia famiglia, guardate il seme. Il nostro seme è l’ideale nella testa dell’uomo”. Adelmo Cervi porta avanti la memoria della sua famiglia con l’impegno politico e culturale a favore della Costituzione italiana.

La partecipazione rappresenta un’azione concreta per sostenere Adelmo Cervi, per far sì che la memoria della famiglia Cervi non invecchi neanche di un giorno e perché il termine antifascismo non si perda nel tempo.

Ettore Muffo
Presidente comitato della sezione Anpi Carla Capponi di Civita Castellana


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